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Napoli, rapina all’Ospedale Pascale: basista in divisa e allarme spento per 28 minuti, furto di farmaci oncologici

Napoli, rapina all’Ospedale Pascale: basista in divisa e allarme spento per 28 minuti, furto di farmaci oncologici

Napoli – Un furto di farmaci oncologici messo a segno con una dinamica interna ha scosso l’Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli. Le indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia Vomero, su delega della Procura della Repubblica, hanno portato all’emissione di due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di due persone ritenute responsabili del colpo, avvenuto il 17 settembre scorso nella farmacia interna dell’ospedale.

L’elemento chiave della vicenda riguarda il ruolo di una guardia giurata, dipendente della società incaricata della vigilanza dell’ospedale. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, l’uomo avrebbe disattivato manuallymente il sistema di allarme dell’area farmacia dalla propria postazione, alle 18:57, in un’operazione studiata con fredda determinazione. Il blackout di sicurezza durò 28 minuti, durante i quali i complici avrebbero potuto muoversi all’interno dei locali, accedere a vani frigo blindati e prelievare confezioni di farmaci ad alto costo, per poi allontanarsi prima che l’allarme tornasse operativo alle 19:25.

Il bottino ammonta a farmaci antitumorali già in commercio e a sostanze utilizzate in ambito sperimentale. Il danno economico stimato per il Servizio Sanitario Nazionale tocca quota 822.236 euro. L’inchiesta sottolinea anche l’impatto sociale di una sottrazione che priva i pazienti oncologici di terapie e molecole potenzialmente cruciale per la ricerca. Gli accertamenti hanno evidenziato che la banda avrebbe operato come un gruppo criminale specializzato in raid contro farmacie ospedaliere su tutto il territorio nazionale, e un legame con un episodio analogo risalente al 2024 ai danni del Policlinico Universitario Federico II di Napoli è stato oggetto di rilievi investigativi.

Le evidenze investigatives hanno trovato conferma nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza interne ed esterne e in una rete di intercettazioni ambientali. Nei dialoghi captati dagli inquirenti, gli indagati hanno espresso consapevolezza della presenza delle telecamere e della portata degli accertamenti in corso, segnalando un crescente stato di allerta da parte delle forze dell’ordine. L’analisi degli elementi raccolti ha determinato l’emissione di misure cautelari nei confronti dei due sospettati: la guardia giurata è stata collocata agli arresti domiciliari, mentre l’altro indagato è finito in carcere in regime di custodia cautelare. Come sempre, gli avvisi restano aperti: i due indagati vanno considerati innocenti fino a sentenza definitiva.

La Procura di Napoli, da parte sua, ha evidenziato l’alto profilo rischioso della vicenda, non solo per la questione economica ma, soprattutto, per la continuità delle terapie necessarie ai pazienti oncologici. Le indagini proseguono per definire l’esatta ripartizione di ruoli tra i soggetti coinvolti, l’entità complessiva del bottino e l’eventuale coinvolgimento di ulteriori collaboratori.

In attesa di ulteriori sviluppi, la magistratura mantiene alta l’attenzione su una vicenda che mette in luce le vulnerabilità legate alla gestione della sicurezza nelle aree farmaceutiche ospedaliere. Le autorità hanno annunciato che continueranno a monitorare gli sviluppi investigativi e a chiarire i contorni dell’organizzazione che avrebbe orchestrato il colpo, ribadendo al contempo il principio della presunzione di innocenza per i destinatari delle misure cautelari.

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