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Napoli, operazione dei Carabinieri contro lo spaccio: scoperto un boss nascosto nell’armadio

Napoli, operazione dei Carabinieri contro lo spaccio: scoperto un boss nascosto nell’armadio

Una vasta offensiva contro il crimine, condotta dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli, ha messo in campo una presenza capillare sul territorio: dalle montagne della dorsale ai quartieri centrali della città, passando per i comuni flegrei e la provincia. L’azione, avviata lo scorso 19 settembre, ha spaziato dal contrasto al narcotraffico alla caccia ai latitanti, includendo misure di tutela per le vittime di violenza domestica e interventi volti alla sicurezza stradale e commerciale.

Nel cuore dei Monti Lattari, tra Castellammare di Stabia e gli spazi rurali circostanti, i militari hanno setacciato rifugi e condotte dismesse. In località Aranciata Faito, all’interno di un’auto, sono stati trovati 1.355 dosi di droga tra crack, marijuana e hashish, accanto a un rilevatore di microspie utilizzato dal sodalizio investigativo. Un capillare lavoro di riscontro ha interessato anche il versante tra Castellammare e Pimonte, dove un detenuto agli arresti domiciliari ha tentato di aggredire i militari per guadagnare tempo. La sua compagna ha avuto modo di sbarazzarsi della droga nel bagno, ma gli incendi investigativi hanno portato all’ispezione dei tombini della rete fognaria: sono stati rinvenuti 48 dosi di crack e il sospetto responsabile è finito in manette insieme a colei che aveva tentato di aiutarlo a distrarre le forze dell’ordine.

L’impegno di questi giorni ha riguardato anche l’area di Soccavo, dove è stata smantata una piazza di spaccio recentemente riaperta, e Caivano, dove una valigia abbandonata su un autobus ha svelato un carico consistente: oltre 5 chili di eroina, suddivisi in 469 ovuli. In altre operazioni nella periferia orientale si sono registrati ulteriori sequestri; a un uomo di 37 anni è stato trovato e sequestrato un pacchetto di droga conservato all’interno del frigorifero domestico, comprendente marijuana e hashish, per un totale di circa 70 grammi. Gragnano e Casola hanno invece registrato due denunce per spaccio.

Una delle operazioni di rilievo è stata l’arresto di Giuseppe Del Prete, considerato dagli inquirenti un punto di riferimento del clan Mazzarella. Il latitante, ricercato da mesi, è stato rintracciato nel centro di Napoli, in Forcella, dentro l’abitazione di riferimento: nascondeva la fuga all’interno di un’intercapedine segreta ricavata nel doppio fondo di un armadio. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, lo accusa di associazione di tipo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti.

Non meno incisivi sono stati gli interventi mirati alla prevenzione delle violenze di genere. In alcune occasioni l’azione dei Carabinieri è stata immediata: a Melito di Napoli una famiglia ha rischiato di sfociare in tragedia quando un uomo ha tentato di ferire la moglie; l’ingresso forzato dei militari, seguito dall’urgenza del trasporto in ospedale della vittima, ha impedito il peggio. In un altro episodio a Melito un ventottenne è stato arrestato dopo aver minacciato l’ex compagna durante una chiamata telefonica registrata in caserma. A Castellammare di Stabia un carabiniere libero dal servizio ha fermato un aggressore che inseguiva una donna ferita; a Varcaturo un uomo ha aggredito la fidanzata nel nosocomio dove la donna era ricoverata, mentre a Sant’Anastasia una pattuglia ha arrestato un’aggressione nata dal tentativo di perquisire lo smartphone della compagna.

In parallelo, proseguono i controlli a Posillipo e nelle aree limitrofe per la tutela della sicurezza commerciale e la prevenzione di furti, con l’attenzione rivolta alle dinamiche di criminalità nelle zone più navigabili della città e nella sua periferia.

Il quadro emerso dalla recente operazione evidenzia una strategia mirata: interventi rapidi, presenza costante sul territorio e una rete investigativa in grado di intrecciare azioni di contrasto al traffico di droga con misure di protezione alle vittime di violenze e connesse attività di prevenzione. Gli accertamenti continuano, e il dipartimento giudiziario resta al lavoro per consolidare i provvedimenti, verificando nuove piste e coordinando le forze sul territorio tra Napoli, la provincia e i comuni limitrofi.Controllo capillare nel napoletano: 80 identificazioni, sgomberi e sequestri tra Napoli e hinterland

Una massiccia attività di controllo del territorio, condotta in sinergia tra forze dell’ordine e Polizia Municipale, ha interessato Napoli e diversi comuni circostanti. In poche ore sono emerse numerose irregolarità: 80 persone identificate, 38 veicoli controllati, 8 sanzioni elevate e due parcheggiatori abusivi deferiti all’autorità competente.

Nel cuore di Posillipo, in via Petrarca, l’intervento ha mostrato la portata operativo-dimensionale dell’operazione: un presidio concentrato che ha permesso l’identificazione di numerosi soggetti e l’attivazione di controlli mirati. Le attività di vigilanza hanno riguardato anche l’area esterna di alcuni esercizi commerciali, con riscontri su condotte non conformi alle norme.

Parallelamente, i controlli si sono estesi ad altri quartieri e comuni: Pianura, Rione Traiano, Frattamaggiore, Pomigliano e l’intera area nord e sud della provincia. In questa cornice, Qualiano è emersa una vicenda di furto di energia elettrica ai danni della rete pubblica: il valore sottratto supera i 181 mila euro, riconducibile a un bar cittadino. A Pomigliano, invece, sono stati posti sigilli a 15 allacci abusivi in altrettanti appartamenti.

Il quadro delle identificazioni ha interessato anche quartieri e comuni nerboruti dal punto di vista della viabilità e della sicurezza: tra San Giovanni a Teduccio, Ponticelli, Poggioreale e le cittadine di Marano, Villaricca e Torre Annunziata sono stati registrati migliaia di soggetti controllati. L’attività ha portato al sequestro di armi bianche e da fuoco in diverse località, tra Acerra, Procida e Sorrento; contestualmente sono stati sventati furti d’auto a Volla e arrestati i responsabili di due rapine messe a segno in Piazza del Gesù e in una farmacia del quartiere Barra, grazie all’incrocio tra testimonianze e immagini di videosorveglianza.

Un presidio capillare, dunque, che ribadisce una regola fondamentale: ritornare costantemente sui medesimi luoghi per mantenere alta la presenza delle istituzioni e garantire la legalità sul territorio.

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