Napoli, questa mattina all’ingresso dell’Istituto Diaz è scattata una protesta studentesca. Un gruppo di ragazzi ha occupato l’area antistante l’ingresso, trasformando la mattinata in un’assemblea pubblica con cartelloni e un documento congiunto.
Al centro della mobilitazione c’è la contestazione al Decreto legge sulla scuola recentemente varato dal governo. I manifestanti hanno esposto le ragioni della loro azione e hanno illustrato con un documento collettivo le motivazioni della protesta, sollevando diverse questioni legate al mondo scolastico.
Tra i nodi ad oggi più dibattuti spicca la dimensione finanziaria: secondo i rappresentanti degli studenti, il cosiddetto tetto del 30 per cento per alcune categorie di studenti con cittadinanza non italiana rischia di acuire le disuguaglianze. L’obiettivo dichiarato dai ragazzi sarebbe di evitare penalizzazioni per chi arriva dall’estero o proviene da contesti internazionali.
Un portavoce degli studenti ha letto una dichiarazione davanti all’ingresso: “Esprimiamo il nostro dissenso contro le misure contenute nel Decreto legge che riguardano la scuola e, in particolare, il tetto massimo del 30 per cento per determinate categorie di studenti con cittadinanza non italiana”.
La presenza delle forze dell’ordine è stata discreta: nessun utilizzo di manganelli o gas e la manifestazione è stata mantenuta entro i limiti di un sit-in pacifico. L’istituto ha attivato canali di dialogo con la Questura di Napoli per definire tempi e possibilità di ripresa delle lezioni, mentre i genitori hanno chiesto certezze sul calendario di esami e consegne.
Intanto il quartiere resta in allerta: traffico e passaggi di mezzi pubblici potrebbero subire rallentamenti, e la città osserva da vicino l’evoluzione della situazione. L’obiettivo resta tornare alla normalità nel più breve tempo possibile, mantenendo però vivo il diritto degli studenti di esprimersi in modo civile e responsabile, e aprendo percorsi di ascolto e sostegno per chi arriva da contesti diversi.
