Napoli – Un altro episodio di violenza ai danni del personale sanitario è avvenuto nel pomeriggio di martedì al Vecchio Pellegrini. Una dipendente è stata aggredita durante il servizio e un ventunenne, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di lesioni a personale sanitario.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’episodio è maturato con una prima diaglata verbale che ha presto degenerato in contatto fisico. La stessa dipendente ha fornito agli agenti l’indicazione di aver subito l’aggressione nel corso della gestione delle emergenze all’interno della struttura. Al momento dell’arrivo delle volanti, gli inquirenti hanno proceduto all’arresto del giovane.
Gli agenti del commissariato Montecalvario, impegnati in un normale servizio di controllo del territorio, sono stati allertati dalla sala operativa per un’aggressione al personale sanitario del Vecchio Pellegrini. Dopo aver ascoltato la versione della vittima, i poliziotti hanno accompagnato l’arresto del giovane, confermando la dinamica descritta agli uomini in divisa.
L’episodio odierno si inserisce in una serie di fatti simili registrati nello stesso ospedale nel giro di pochi giorni. Nella notte tra sabato 17 e domenica 18 ottobre, un infermiere di turno al pronto soccorso era stato colpito da un uomo in fermo ordine di assistenza; anche in quel caso la polizia aveva identificato e denunciato un responsabile. Secondo quanto riferito dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate, il paziente avrebbe insistito per essere trasferito dal posto letto riservato ai pazienti in attesa a un letto disponibile per le emergenze; al diniego sarebbero seguiti lo schiaffo e minacce. L’infermiere riportò un trauma facciale con prognosi di dieci giorni.
La vicenda ha suscitato reazioni istituzionali: il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha espresso la più ferma e assoluta condanna, offrendo solidarietà al personale sanitario e agli operatori impegnati nell’assistenza. Non è la prima volta che l’ospedale è al centro di episodi di aggressione: il quadro delle ultime settimane risulta purtroppo fitto di episodi simili. Il 5 ottobre un medico o un sanitario è stato attaccato mentre accompagnava un turista in triage, con lesioni che hanno richiesto una prognosi di qualche giorno. Nelle cronache locali compaiono anche altri attacchi a un infermiere il 22 settembre, a un operatore socio-sanitario il 20 luglio e a un altro infermiere il 26 giugno.
L’Ordine delle professioni infermieristiche di Napoli aveva già espresso, a seguito dell’incidente del 18 ottobre, solidarietà al collega aggredito e aveva denunciato l’insufficienza di risposte istituzionali volte a tutelare chi lavora in prima linea. Il nuovo arresto rilancia dunque il tema della sicurezza negli spazi che dovrebbero garantire assistenza pronta ed efficace al cospetto di un numero crescente di interventi tailored alle emergenze cittadine.
In politica sanitaria, la discussione resta aperta: si profilano interrogativi su eventuali misure di prevenzione e su un rafforzamento delle condizioni di lavoro per gli operatori del Vecchio Pellegrini e degli altri presidi napoletani. La cronaca odierna ricorda che la sicurezza del personale in servizio è componente essenziale per garantire assistenza tempestiva e di qualità, soprattutto in un contesto urbano dove la pressione sull’emergenza resta elevata.
Con il prosieguo delle indagini, l’attenzione resta rivolta alla veridicità della dinamica descritta e all’esito degli accertamenti, che dovranno chiarire eventuali responsabilità ulteriori e definire gli eventuali sviluppi procedurali. Nel frattempo, la comunità sanitaria chiede misure concrete per prevenire nuove aggressioni e tutelare chi lavora ogni giorno per salvare vite.
