Napoli – All’angolo tra via Antonio Toscano e via Luigi Serio, poco prima delle ventidue di ieri sera, un agguato ha puntato dritto Emanuele Pistone, 30 anni ritenuto dagli investigatori un protagonista di rilievo nel narcotraffico cittadino. L’attacco è avvenuto in piena zona orientale, dove la cronaca nera torna a tenere alta la tensione.
Secondo il racconto degli inquirenti, Pistone è stato sorpreso da una squadra di sicari che hanno esploso almeno quattro colpi di pistola. Il bilancio parla di ferite gravi a gambe, spalla e natica. Subito soccorso, è stato trasferito d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini, dove i medici hanno tentato di stabilizzarlo nel corso della notte; la sua condizione resta critica e la vita è appesa a un delicato intervento chirurgico.
Sul posto hanno operato senza sosta le volanti della Questura di Napoli e gli uomini della Squadra Mobile, coadiuvati dal commissariato Vicaria-Mercato. Le prime attività di indagine hanno mirato a ricostruire la dinamica dell’agguato e a capire chi possa aver accompagnato Pistone nei giorni precedenti. Sono stati ispezionati l’incrocio e i dintorni, e sono stati esaminati i filmati di videosorveglianza pubblica e privata per tentare di fissare la fuga dei killer.
Gli investigatori hanno immediatamente descritto l’episodio come potenzialmente non isolato, rimarcando timori legati all’innesco di una nuova fase di conflitto tra clan per la gestione delle piazze di spaccio nel quadrante. La mappa criminale della zona resta incandescente: da una parte i rapporti di forza storici tra il cartello Mazzarella-Caldarelli-Papi; dall’altra le paranze legate ai Marigliano e ai reduci dell’alleanza con i Contini. Il quadro fornito agli inquirenti è quello di una contesa territoriale ancora da chiarire nei suoi contorni, con l’attenzione rivolta alle nuove leve che potrebbero ridefinire i confini del malaffare nel cuore di Napoli.
Nell’immediatezza, l’attenzione degli inquirenti è rivolta non solo all’individuazione dei responsabili materiali, ma anche a capire se l’obiettivo dell’agguato fosse, oltre Pistone, un avvertimento mirato a chi gestisce o tenta di controllare i flussi di droga e i canali di guadagno illegale della zona. Le forze dell’ordine hanno avviato una ricognizione accurata delle reti e hanno intensificato i controlli nelle aree sensibili, ma al momento non sono emerse conferme ufficiali su eventuali arresti o misure cautelari.
La notte napoletana di Case Nuove resta sotto osservazione: gli investigatori proseguono con le verifiche, la raccolta di testimonianze e l’analisi delle tracce, convinti che una svolta possa arrivare dall’esame delle prove raccolte sul campo. Il rischio di nuove esplosioni di violenza ha spinto le autorità a mantenere alta l’attenzione e a lavorare per anticipare eventuali sviluppi sul fronte investigativo.
Questo episodio ribadisce come la rotta criminale in questa parte di Napoli continui a intrecciare dinamiche di potere, vendette e controllo delle piazze, con ripercussioni sul tessuto abitativo e sulla percezione di sicurezza dei residenti. Le autorità assicurano che proseguiranno le operazioni di intelligence, le perlustrazioni e le verifiche per delineare con certezza le responsabilità e per contenere il rischio di ulteriori escalation. Nel frattempo Pistone resta in ospedale, dove i sanitari cercano di salvargli la vita, mentre Napoli resta in attesa di nuove risposte sull’evoluzione di una vicenda che potrebbe avere ripercussioni ben oltre i vicoli di Case Nuove.
