Cronaca di Napoli
Cronaca

Assoluzioni in Appello nel caso The Queen legato agli appalti e alle presunte mazzette

Assoluzioni in Appello nel caso The Queen legato agli appalti e alle presunte mazzette

La Corte d’Appello di Napoli chiude una pagina delicata dell’inchiesta giudiziaria denominata “The Queen”, con una serie di assoluzioni e di non luogo a procedere per estinzione dei reati. L’esito concentra l’attenzione su un sistema di appalti pubblici contestato in origine come strumento di corruttela e di percepiti flussi di tangenti nel Casertano, finalizzato a intercettare finanziamenti regionali. L’originario processo, nato nel 2017, aveva portato all’esecuzione di 69 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati.

Tra le decisioni rilevanti spicca quella che riguarda l’ingegnere Guglielmo La Regina: la Corte ha annullato la sentenza di primo grado, che lo aveva condannato a sette anni di carcere per associazione a delinquere, dichiarando nullo l’intero verdetto e rinviando tutto il giudizio al vaglio della Corte di Appello. Il legale di La Regina, l’avvocato Marco Campora, ha commentato la sentenza con soddisfazione: «Sono soddisfatto per la decisione della Corte di Appello che ha annullato la sentenza e l’intero giudizio di primo grado».

L’udienza in appello ha visto complessivamente dieci imputati. Tra loro, diversi nomi noti sono stati assolti dall’accusa di corruttela in atti contrari ai doveri d’ufficio: l’ex sindaco di Aversa Domenico De Cristofaro, Alessandro Zagaria e Raffaele Zoccolillo. La Corte ha ritenuto che le contestazioni avanzate dall’accusa non reggessero agli elementi presentati in dibattimento, dimezzando così l’impianto accusatorio originario e ridimensionando notevolmente l’impatto della macromorsa giudiziaria sui profili politici e amministrativi coinvolti.

Non mancano, però, distinzioni significative: per alcuni imputati la Corte ha pronunciato non luogo a procedere per intervenuta estinzione dei reati. Tra questi figure ex sindaci o figure politiche di rilievo: Giuseppe Avecone, ex sindaco di Alife; Pasquale Sommese, ex assessore regionale; Domenico Antonio Ranauro e Antonio Sommese. A questi provvedimenti si accompagna l’idea che, pur in presenza di accuse iniziali, la dinamica processuale possa evolvere in sede di appello lasciando ampie zone di incertezza o di definizione diversa rispetto al quadro delineato nella prima fase dell’istruttoria.

Questo nuovo snodo giuridico non arriva senza riflessioni sul metodo e sulla gestione degli appalti pubblici in Campania. L’esito di ieri non chiude automaticamente il discorso sulle contestazioni originarie: piuttosto, rilancia una lettura meno punitive della vicenda, con possibilità di ricostruzioni differenti e di eventuali casi di estinzione per altri soggetti coinvolti. Il processo The Queen ha cominciato a mostrarsi, dunque, come un laboratorio dove le prove, i ruoli e le responsabilità possono essere rianalizzate nel contesto di un contesto giudiziario in costante evoluzione.

Gli sviluppi lasciano agli avvocati e alle parti interessate il compito di monitorare gli sviluppi delle decisioni che seguono, soprattutto in relazione a possibili richieste di pronunciamenti ulteriori o a eventuali nuove impugnazioni. L’esito odierno, comunque, annulla parti consistenti dell’impostazione originaria: le successive tappe del iter giudiziario potrebbero offrire ulteriori chiarimenti su come siano stati strutturati i meccanismi di gestione delle risorse pubbliche e su quali elementi restino da accertare in questa complessa vicenda giudiziaria.

Aggiornamenti

Ultime notizie

Tutte le notizie →