Dal Festival dello Sport di Trento arriva un messaggio chiaro: Napoli è destinata a diventare il palcoscenico della vela d’élite con l’America’s Cup 2027. L’equipaggio di Luna Rossa, guidato dal timoniere Ruggero Tita e dal giovane Marco Gradoni, ha raccontato la preparazione e la convinzione che la città partenopea possa regalare una pagina memorabile alla storia della Coppa.
L’evento, intitolato Sognando l’America’s Cup, ha richiamato una sala piena e ha offerto una finestra sul backstage di una sfida che potrebbe escrivere nuove pagine a Napoli nel 2027. Tra i protagonisti, Tita ha sottolineato la complessità di una competizione che fonde sport e innovazione, dove la parte finale della regata è solo la somma di anni di progetti, test e costruzione. Ai Giochi, ha osservato, si corre su barche “one design” in cui emerge la bravura dell’atleta; nella Coppa, invece, la tecnologia è al centro di ogni vittoria.
Gradoni, classe 2004 e tra i talenti emergenti della vela italiana, ha ricordato quale sia l’orizzonte: “la Formula 1 del mare” richiede non solo talento ma anche una disciplina collettiva impeccabile, con un livello altissimo di impegno mentale e coordinazione.
La preparazione non vive solo sull’acqua: il simulatore resta un pilastro per mantenere costanza quando le condizioni meteo non collaborano. E per Maria Giubilei, velista, c’è sempre un margine di imprevedibilità da accogliere: “Come in ogni sport, anche noi velisti cerchiamo la perfezione. C’è il fattore umano e anche quello tecnologico, ma dobbiamo sempre tenere presente che comunque dipendiamo dal vento e dal mare. La bravura sta proprio nell’accettare questo”.
In vista di Napoli 2027 è stato delineato anche un lavoro interiore, spiegano i timonieri, per non ripetere errori del passato. Gradoni, da parte sua, non nasconde l’obiettivo personale: vincere, passo dopo passo; e ammette che la vela non gode di grande visibilità, ma confida che la sfida napoletana possa cambiare le cose. Il legame con il pubblico è stato fin da subito forte: “Il supporto è stato incredibile, le persone ci fermavano per strada. Quel ‘grazie’ è ciò che ci porteremo dietro più di tutto”.
Napoli potrebbe rappresentare un ulteriore vantaggio: Luna Rossa è uno dei team che ha navigato di più nelle acque partenopee, e se dovesse vincere la Coppa, la battuta ironica di Tita ricorda che la trofeo è già in Italia, quindi la casa resta la patria. Una nota leggera che si mescola alla serietà della sfida, ma che rende palpabile il sogno di portare la Coppa nel Mediterraneo, magari proprio tra i marina e i reflected di Napoli.
Così, mentre si avvicina l’appuntamento più importante, l’orizzonte è definito: Napoli 2027 non è solo una data, ma la congiunzione tra tradizione velistica, innovazione tecnologica e la passione di una città che non vede l’ora di raccontare una pagina nuova di vela internazionale. La strada resta lunga, ma l’ottimismo è palpabile: la squadra lavora per una prestazione che possa alzare la posta in gioco e, soprattutto, coinvolgere il pubblico in una celebrazione sportiva che parla napoletano, italiano e globale.
