Casalnuovo è al centro di una nuova controversia sui servizi ferroviari: la stazione appena riaperta ha fronteggiato la prima ondata di pioggia con un allagamento che ha costretto alla chiusura temporanea al pubblico. Anche l’asse di raccordo realizzato dalle Ferrovie è stato invaso dall’acqua, trasformandosi in una pozza che ha reso impossibile il transito di veicoli, navette e pedoni.
L’episodio ha riacceso le proteste contro una riorganizzazione che da settimane tiene banco tra residenti e pendolari. Sul posto è arrivato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, accompagnato dal consigliere comunale Gabriel Aiello, pronti a chiedere spiegazioni con una interrogazione urgente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
«Hanno soppresso la storica stazione di Casalnuovo nel centro cittadino per aprirne una nuova nel territorio di Afragola, ribattezzandola comunque Casalnuovo», ha detto Borrelli, aggiungendo: «Siamo di fronte a una situazione paradossale: alla prima pioggia scopriamo un impianto che sembra un centro termale all’interno e un terminal per aliscafi all’esterno. Dietro questa farsa ci sono cittadini che pretendono un servizio sicuro e accessibile: i responsabili di questo scempio andrebbero licenziati. Presenterò un’interrogazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per pretendere risposte immediate».
La protesta dei pendolari è stata accompagnata dal malcontento di chi quotidianamente utilizza il nuovo snodo: la riorganizzazione delle corse ha penalizzato chi vive in zone decentrate. «Prima avevamo uno scalo nel pieno centro abitato e con un solo treno raggiungevamo Napoli», ha raccontato Gennaro Verde del Comitato pendolari. «Oggi dobbiamo prendere una navetta a pagamento per raggiungere una stazione decentrata ad Afragola, con coincidenze spesso non coordinate. L’allagamento di stamattina è solo la conferma del disastro che avevamo previsto e denunciato da mesi».
La situazione, che ha reso invisibile l’operatività giornaliera di molti utenti, resta al centro dell’attenzione delle forze politiche locali e delle Ferrovie, chiamate a fare chiarezza su tempi di ripristino e sull’efficacia della nuova infrastruttura. Nel frattempo, la chiusura precauzionale dell’impianto e l’impossibilità di accesso all’area di supporto hanno costretto i pendolari a misurarsi con nuove logistiche, in attesa di risposte operative e di una ricollocazione chiara dei flussi di traffico e delle corse.
