In un tragico episodio avvenuto a Pimonte, Raffaele Afeltra, noto come “Nerone”, ha subito un agguato letale. L’ex boss, ucciso con colpi di fucile mentre si trovava in località Zappino, aveva accumulato nel corso degli anni numerosi nemici, prevalentemente all’interno della sua stessa cerchia criminale.
Le indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, si concentrano sugli ambienti criminali che il boss frequentava. Afeltra controllava un vasto impero di attività illecite, mantenendo un monopolio che lasciava poco spazio ai suoi collaboratori, ai quali riservava solo i profitti marginali dello spaccio di stupefacenti.
L’immagine di Afeltra era quella di un imprenditore camorrista: gestiva appalti pubblici, incluso quelli relativi ai fondi del PNRR, e deteneva il controllo su varie attività commerciali della zona. Ironia della sorte, il boss si muoveva liberamente per le strade di Gragnano, mostrando evidente sfida nei confronti dei suoi rivali. La sua vita, apparentemente serena e priva di timori, si è interrotta in un modo drammatico con il suo aggiornato, ultimo pomeriggio trascorso in montagna con il genero.
L’operazione di omicidio sembra essere stata condotta con grande precisione. I sicari, dotati di notevoli abilità nell’uso delle armi, hanno risparmiato volutamente il genero, la cui testimonianza potrebbe rivelarsi cruciale per le indagini in corso, mentre gli investigatori esaminano attentamente anche il telefono della vittima.
Le perquisizioni effettuate nelle ultime 48 ore mirano a svelare la rete di connivenza e potenziali mandanti dell’omicidio. Analizzando la situazione attuale della camorra nei Monti Lattari, gli inquirenti hanno notato che diversi ex esponenti della criminalità organizzata sono attualmente a piede libero, tranne un parente di Afeltra, Leonardo Di Martino. Questa situazione suggerisce la possibilità di un tradimento interno, dove chi ha realizzato l’omicidio avesse precedentemente collaborato con Afeltra.
La vicenda ricorda altri eventi storici della camorra locale, come l’epilogo tragico della vita di Umberto Mario Imparato, ucciso in un conflitto con la polizia, che portò a una serie di vendette interne. Anche in questo caso, vi è l’eco della scissione e delle rivalità tra clan che si manifestano periodicamente, obiettivo della DDA per risolvere tali enigmi di sangue.
In questi giorni, gli investigatori si interrogano su come un uomo navigato e prudente come Afeltra possa essere stato colto di sorpresa nel suo stesso territorio, evidenziando l’importanza di informazioni cruciali che alcuni suoi stessi conoscenti potrebbero aver fornito ai sicari. Il fatto che il genero sia stato risparmiato potrebbe inviare un messaggio mirato a ridurre i conflitti interni, suggerendo un’operazione strategica piuttosto che una faida aperta. La situazione rimane fluida e i dettagli continueranno a emergere mentre le indagini proseguono.
