Napoli, 2 ottobre – Nei corridoi dell’Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli è in programma un’assemblea venerdì, convocata dai sindacati Anaao Assomed Campania, Cisl Medici, Uil Medici e Cgil. L’incontro mette al centro una serie di criticità che i rappresentanti dei medici definiscono come caos organizzativo, turni precari e una gestione “operata alla giornata”, una situazione che vede la supervisione della direzione generale Maurizio Di Mauro.
Secondo i responsabili sindacali, la continuità assistenziale non prescinde dalla disponibilità e dalla dedizione del personale. Massimiliano Di Marzo, segretario regionale vicario di Anaao Assomed Campania, esorta a partire da una ricognizione reale degli organici e da una redistribuzione equilibrata tra i reparti. A suo dire, oggi alcune strutture risultano meglio coperte mentre altre operano con numeri estremamente ridotti, creando squilibri difficili da gestire in tempi rapidi.
Turni, sale operatorie e programmazione in ritardo sono i temi centrali della protesta. L’associazione sindacale segnala problematiche non solo sull’orario di lavoro, ma anche sull’attività libero-professionale intramoenia, ostacolata dalla mancanza di spazi adeguati e da regolamenti da aggiornare. Resta aperto il nodo dell’attribuzione degli incarichi e, da tempo, quello di un nuovo atto aziendale che dia un assetto chiaro all’organizzazione interna.
Un altro fronte riguarda la clinicizzazione e i rapporti con le strutture universitarie. La richiesta è di criteri trasparenti e di una governance uniforme, per evitare che una struttura agisca in modo autonomo e che ciò alimenti ulteriori squilibri all’interno del Pascale. “Il Pascale è una struttura di riferimento nazionale e merita un’organizzazione all’altezza del lavoro dei suoi professionisti e della complessità dei pazienti che assiste”, hanno sottolineato Di Marzo e il coordinatore provinciale Uil Medici, Pierluigi Franco. Parole che anticipano la necessità di una programmazione condivisa, di un confronto continuo e di condizioni di lavoro che non costringano i medici a coprire le falle da soli.
Sul piano politico, Anaao denuncia un contatto finora vano con la Regione Campania. Il segretario regionale Vincenzo Bencivenga punta il dito sul silenzio dell’ente pubblico: “Il silenzio della Regione non è più accettabile”, dice, chiedendo maggiore sensibilità sia verso i pazienti oncologici sia verso i professionisti. L’obiettivo è che governare la sanità non si limiti a parole, ma si traduca in misure concrete su contratti, organizzazione e diritti dei medici.
L’assemblea di venerdì servirà a raccogliere le osservazioni dei dirigenti e a predisporre un documento unitario da inviare alla Regione. L’intento è di avviare subito un tavolo di confronto sui nodi organizzativi e contrattuali, per bilanciare qualità dell’assistenza, dignità del lavoro medico e sostenibilità delle strutture sanitarie. Il Pascale resta al centro del dibattito nazionale come polo oncologico di riferimento, e il futuro della sua gestione potrebbe incidere non solo sul territorio napoletano ma sull’intera regione.
