Giugliano – La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione agli ordini di carcerazione emessi dalla Procura generale di Napoli per Francesco Napolitano e Michele Olimpio, considerati figure di spicco del clan Mallardo. Entrambi sono stati condannati all’ergastolo per l’omicidio di Mario Di Lorenzo, avvenuto a Giugliano in Campania il 12 ottobre 1996, con la sentenza confermata dalla Corte di Cassazione il 17 settembre.
La Corte ha chiuso il procedimento dopo diversi gradi di giudizio, che hanno visto posizione ufficialmente definitiva la condanna, avallata nel 2025 dalla Corte d’Assise d’Appello di Napoli. Questo lungo iter giudiziario era iniziato con un’annullamento da parte della Suprema Corte nel 2024.
Il crimine, risalente a quasi trent’anni fa, ha radici in questioni interne al clan. Secondo le ricostruzioni, la vittima, Mario Di Lorenzo, avrebbe tentato di estorcere denaro a imprenditori locali senza avere l’autorizzazione dei vertici del clan. Tale approccio fu considerato dal gruppo come una grave violazione delle regole interne, determinando la sua condanna a morte.
Napolitano è stato accusato di essere il mandante del delitto, mentre Olimpio è stato identificato come uno degli esecutori, assieme a Filippo Caracallo, che in seguito divenne collaboratore di giustizia e decedette durante le indagini. Le accuse contro di loro erano aggravate dall’uso del metodo mafioso, finalizzato a favorire il clan Mallardo.
Le indagini per arrivare a questa conclusione furono avviate tra il 2018 e il 2019 e si inserirono nell’operazione “Babele”. Questo lavoro investigativo ha fornito approfondimenti sulle attività del clan Mallardo, notoriamente attivo a Giugliano e nella zona nord di Napoli.
Il processo per l’omicidio di Di Lorenzo ha contemplato vari passaggi: dopo la condanna all’ergastolo nel 2021, vi sono stati ulteriori sviluppi, tra cui conferme e annullamenti da parte delle diverse corti. Nel 2024, la Cassazione aveva annullato le condanne, richiedendo che la giustizia rivedesse attentamente le prove, comprese le testimonianze di coloro che collaborarono con la giustizia.
Questo rinvio portò Napolitano a godere di libertà temporanea per un periodo, con restrizioni di soggiorno in Campania. Tuttavia, nel luglio 2026, fu nuovamente arrestato grazie a un’altra misura cautelare. Con l’ultimo verdetto del 17 settembre e l’esecuzione degli ordini di carcerazione, il caso di Mario Di Lorenzo si avvia a una conclusione definitiva, dopo un lungo e complesso processo giuridico.
