A Napoli è stato arrestato Giuseppe Del Prete, considerato un esponente di vertice del clan Mazzarella e uno degli organizzatori principali dell’ala criminale legata al gruppo. L’operazione, eseguita dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli Stella, ha posto fine a mesi di latitanza quando l’uomo è stato rintracciato nelle prime ore del mattino.
L’arresto è avvenuto nel quartiere Forcella, dove i militari hanno intercettato Del Prete nel corso di una perquisizione domiciliare. Secondo quanto emerso, il latitante si nascondeva in un vano ricavato all’interno di un armadio, protetto da un sofisticato sistema a doppio fondo che ne impediva la scoperta nelle occasioni precedenti.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica e delegate alla Squadra Mobile di Napoli, hanno delineato una mappa operativa del sodalizio fin dal 2020. L’area di influenza del clan si estendeva oltre Forcella, toccando zone ritenute centrali per gli affari illeciti: Maddalena, Tribinali, Mercato, San Gaetano e Case Nuove. In questo contesto, Del Prete avrebbe ricoperto ruoli di rilievo, operando come organizzatore e interfaccia diretta con i vertici del cartello inserito nel quadro più ampio del sodalizio Giuliano-Ferraiuolo-Mazzarella. A quanto si apprende, partecipava alle riunioni decisive per la spartizione delle quote e la gestione degli affari criminali.
La linea accusatoria si è rafforzata grazie alle testimonianze del collaboratore di giustizia Salvatore Giuliano, noto come “o Russ”, e a una capillare attività di intercettazioni che hanno permesso di ricostruire non solo la posizione di Del Prete all’interno del clan, ma anche numerosi episodi di estorsione e traffico di sostanze stupefacenti, su scala locale e internazionale. L’esito delle verifiche, avviate nel maggio 2021, ha quindi fornito un quadro dettagliato della carriera criminale del personaggio al centro dell’indagine.
Con l’arresto odierno si assesta un duro colpo agli equilibri della criminalità organizzata napoletana. È importante sottolineare che, trattandosi di un’azione legata alle fasi investigative, tutte le persone coinvolte restano sottoposte al regime di presunzione di innocenza finché non si arrivi a una condanna definitiva. In ogni caso, la latitanza di Del Prete è considerata definitivamente conclusa, e le autorità proseguono gli accertamenti per definire ruoli e responsabilità all’interno della rete criminale.
La ricostruzione degli inquirenti non si limita a descrivere un singolo episodio, ma dipinge un quadro di operatività diffusa che ha saputo estendere la propria influenza su diverse piazze di spaccio e su pratiche criminose collegate a estorsioni e traffico di droga. In questa cornice, la figura di Del Prete emerge come elemento chiave della catena di comando, collegato gerarchicamente ai vertici storici del clan e attivamente coinvolto nella gestione quotidiana degli affari illeciti.
L’intervento odierno, pur essendo parte di una fase investigativa, segnala la volontà delle autorità di proseguire l’azione di controllo e repressiva contro le dinamiche criminali radicate nei quartieri centrali di Napoli. Le declarations e le future developments saranno rese note man mano che gli investigatori avanzano con le verifiche e il tavolo delle prove si amplia, ma per ora la soffiata della latitanza e la successiva cattura di Del Prete rappresentano un capitolo significativo nella lotta al cartello criminale legato al clan Mazzarella.
