Bagnoli, piazza ’99’ non riparte: due arresti tra le operazioni anti-spaccio e nuove misure di sicurezza
A poche ore dalla riapertura simbolica della piazza nota come “99” a Bagnoli, le forze dell’ordine hanno subito messo in campo una risposta concreta: due arresti, un consistente sequestro di droga e denaro, e una cornice di misure per proteggere i residenti durante le ore notturne. L’intervento mostra come lo Stato tenga alta l’attenzione su una zona che, a distanza di anni, continua a confrontarsi con l’illegalità, senza cedere terreno.
L’azione è nata da una serie di appostamenti e controlli condotti dalla Compagnia Napoli-Bagnoli, con il prezioso supporto di unità cinofile. Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura, il modello operativo del gruppo era ormai consolidato da settimane: reti di approvvigionamento, canali di raccolta e consegna che sfruttavano i contatti locali per rifornirsi e distribuire nelle ore serali. L’unità investigativa ha predisposto posti di controllo, perquisizioni e il sequestro di una parte della merce e di denaro contante.
Gli arresti riguardano due individui ritenuti promotori della piazza, sorpresi durante l’attività di spacciare e trovati in possesso di una somma di denaro e parte della droga sequestrata. L’intervento ha visto anche l’impiego di unità cinofile per verificare ulteriori contatti e collegamenti, allestendo protocolli di sicurezza volti a tutelare la popolazione nelle ore di maggiore criticità.
La reazione dei residenti è stata cauta: sebbene l’esito dell’operazione susciti una speranza condivisa, la richiesta è chiara e costante: continuità nei controlli e presidio costante delle forze dell’ordine nella zona. In città, la riapertura della piazza non viene interpretata come una vittoria definitiva: la ‘99’ resta sorvegliata, ancora lontana da una normalizzazione definitiva, perché il canale dello spaccio resta monitorato e le misure di controllo continueranno, pezzo dopo pezzo, come è stato fatto finora.
