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Caivano, il ruolo cruciale della moglie del boss Zambella nella custodia del ‘tesoro’ familiare

Caivano, il ruolo cruciale della moglie del boss Zambella nella custodia del ‘tesoro’ familiare

Una vasta operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha portato all’arresto di 34 membri del clan Angelino-Zambella, nel contesto di indagini dettagliate sulla criminalità organizzata nel noto “Bronx” di Caivano. Le forze dell’ordine hanno messo in luce una fitta rete di protezione e gestione dei proventi illeciti, gestita da Carmela Maugeri, compagna del detenuto capo clan Raffaele Zambella, e dai loro figli.

L’operazione ha rivelato non solo la presenza di sofisticati sistemi di sicurezza, ma anche un’enorme somma di denaro, ben 3.296.265 euro, trovata nascosta in un appartamento di via Atellana. Questo tesoro, suddiviso in mazzette di banconote da 50 euro, è stato sequestrato durante una serie di perquisizioni avvenute dopo l’ottenimento di prove cruciali.

Le indagini sono state interamente supportate da testimonianze di collaboratori di giustizia, tra cui Giovanni Barra, il quale ha descritto il ruolo centrale di Maugeri nella gestione del denaro. Le sue parole hanno rivelato la strategia di sorveglianza attuata dalla famiglia Zambella, che prevedeva turni di vigilanza, incluso l’utilizzo dei figli per avvertire in caso di pericoli.

La ferrea vigilanza non si fermava neppure durante eventi familiari, una dimostrazione della determinazione della famiglia nel mantenere il controllo sui propri affari illeciti. Barra ha anche raccontato di un suo piano per appropriarsi dei soldi del clan durante un compleanno del figlio di Zambella, confermando così l’atmosfera di costante conflitto e di rivalità interna nel mondo della criminalità di Caivano.

Le operazioni della DDA hanno messo in evidenza non solo la potenza economica del clan, ma anche la capacità di Zambella di mantenere il potere anche dal carcere. Con la moglie e i figli a garantire la prosecuzione delle attività illecite, la criminalità organizzata a Caivano mostra segni di non voler cedere il passo, malgrado la crescente pressione delle forze dell’ordine. Gli accertamenti sono ora in corso per chiarire ulteriori dettagli e individuare eventuali complici coinvolti nella gestione e protezione del patrimonio illecito.Carmela Maugeri, conosciuta nella cronaca per i suoi legami con il narcotraffico e l’attività camorristica, è al centro di un’inchiesta che rivela il suo ruolo cruciale nella gestione di un fiorente traffico di droga. La donna, già sotto indagine, si trova comunque con pesanti accuse rivoltele, soprattutto per la sua presunta connivenza con organizzazioni mafiose locali.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’abitazione della Maugeri era un vero e proprio fortino. Non solo veniva attenzionata dai familiari, ma era anche equipaggiata con sofisticati sistemi di sicurezza e nascondigli strategici. L’abitazione fungeva da deposito per un’ingente somma di denaro frutto di traffico di narcotici, nel quale venivano gestiti quantitativi considerevoli di cocaina, che a detta degli inquirenti si aggirava attorno ai cinque chili a settimana.

Ma non era solo il denaro a passare tra le mura di quel domicilio. Il gruppo gestiva un attivo commercio di droga, rifornendo senza sosta le piazze di spaccio locali. Le operazioni avevano sede in un appartamento nel quartiere Bronx, sopra un noto locale ricreativo, dove il narcotico veniva preparato e “spaccato”.

In un contesto già teso, la posizione di Carmela Maugeri assume toni drammatici per via delle accuse di estorsione e intimidazione legate alle sue azioni. La donna non è vista semplicemente come un membro della famiglia del boss Antonio Angelino, ma è ritenuta parte integrante del suo schema operativo. La sua attività non era solo di supporto domestico ma un’impegnativa partecipazione nella gestione di un sistema che tiene sotto scacco le piazze di spaccio di Caivano e Pascarola.

Il futuro di Carmela Maugeri resta incerto, con la sua posizione sotto esame da parte delle autorità, mentre gli sviluppi della vicenda continuano a tenere alta l’attenzione su questa zona grigia della criminalità organizzata.

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