Cronaca di Napoli
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Pozzuoli, il masso che ha sfiorato la tragedia e la notte che non c’è

Il masso caduto a Pozzuoli è stato un campanello d'allarme. Senza vittime per fortuna, ma la contemporanea riduzione dei turni notturni dell'Asl mette in luce la necessità di un coordinamento immediato tra protezione civile, amministrazioni locali…

Pozzuoli, il masso che ha sfiorato la tragedia e la notte che non c’è

Un masso si è staccato dal costone a Pozzuoli: per un caso non ci sono state vittime, ma lo spavento mette a nudo un altro pericolo, meno visibile ma altrettanto reale. La fragilità del territorio convive da anni con servizi pubblici notturni ridotti all’osso per carenza di organico: è una miscela che non può più essere gestita improvvisando.

La caduta della parete rocciosa, avvenuta in orario serale, è una chiamata alla responsabilità. Le istituzioni locali si sono mosse per delimitare l’area e verificare i danni; sul campo la prontezza degli operatori ha evitato il peggio. Ma che succede se l’emergenza si presenta mentre i reparti notturni sono sotto organico o i turni sono stati tagliati? Una frattura della strada, un ferito, una necessità di evacuazione: sono scenari che richiedono non soltanto pompe e ruspe, ma anche medici, infermieri e un coordinamento sanitario rapido ed efficace nelle ore in cui tutto è più complicato.

Per questo la proposta è semplice e diretta: mettere in piedi un piano congiunto e operativo, non un protocollo da scrivania. Protezione Civile, Comune, Provincia e Asl devono concordare da subito una cabina di regia notturna con procedure condivise: sorveglianza geologica intensificata nelle aree a rischio, punti medici mobili pronti a intervenire nelle ore critiche, presidi sanitari rafforzati per le rotazioni notturne e una piattaforma di allerta che unisca monitoraggio ambientale e risorse cliniche disponibili.

Non è solo questione di buone intenzioni: ci vogliono risorse, turn over del personale e una distribuzione flessibile degli organici. Lo sappiamo: trovare personale è difficile e i bilanci stringono. Ma è altrettanto vero che la politica locale e la Prefettura possono agire su emergenze puntuali con misure temporanee — convenzioni con strutture private accreditate, mobilitazione di medici volontari, utilizzo organizzato dei gruppi di protezione civile — mentre si lavora alle soluzioni strutturali con la regione e il Ministero della Salute.

Il messaggio ai decisori è chiaro: prevenire significa mettere insieme mappe, turni e mezzi, non lasciare che ciascuno rimanga isolato nel suo recinto istituzionale. Pozzuoli ha scampato la tragedia per poco; la prossima volta non possiamo contare sulla fortuna. È tempo di un patto operativo tra Protezione Civile, amministrazioni e servizi sanitari che faccia della notte un orario protetto, non un colpo di roulette russa per i cittadini.

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