Napoli – Un fulmine a ciel sereno per gli abitanti del territorio flegreo: la Procura della Repubblica ha avviato un’indagine sui ritardi nella messa in sicurezza delle delicate falesie di Bacoli, un tema che, dopo le recenti crisi bradisismiche, torna prepotentemente d’attualità. Le incertezze sui fondi destinati alla protezione sono emerse in modo netto, destando preoccupazione tra i residenti e le autorità locali.
Secondo quanto si apprende, l’ufficio indagini ha ordinato acquisizioni documentali per fare chiarezza sulla gestione delle risorse finanziarie previste per il consolidamento dei costoni rocciosi. Negli ultimi anni, i lavori di sicurezza non sono decollati, lasciando il territorio esposto a rischi di crollo e altre tragedie. Questa situazione ha spinto la magistratura a seguire con attenzione l’iter dei finanziamenti e a scoprire dove si sia inceppata la macchina burocratica.
Il fascicolo aperto è al momento un “modello 45”, quello che prelude a indagini di solo accertamento. Non ci sono nomi sul registro degli indagati, ma la situazione è esaminata con grande serietà dagli inquirenti, coordinate dalla sezione “Lavoro e colpe professionali” sotto la guida del procuratore aggiunto Antonio Ricci.
Il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, ha già lanciato grida d’allarme: “Siamo stati inascoltati”, ha dichiarato più volte, sottolineando l’urgenza dei lavori di consolidamento delle falesie, le stesse che sovrastano le spiagge libere del litorale. Gli amministratori locali, con toni sempre più allarmati, denunciano lo stallo della burocrazia e chiedono interventi immediati per evitare che ulteriori scosse amplifichino la precarietà della situazione.
Da non dimenticare, inoltre, i crolli che hanno segnato la scorsa estate: alcuni massi si sono distaccati dalle scogliere senza che, per fortuna, si siano registrati danni gravi tra i bagnanti. Tuttavia, l’episodio ha imposto la chiusura di tratti di spiaggia, alimentando in modo comprensibile la rabbia e il disagio tra residenti e operatori turistici.
Ora, alla luce delle nuove scosse in arrivo, la Procura sta cercando di capire se le omissioni siano esclusivamente frutto di lentezze burocratiche o se vi siano evidenti responsabilità nella gestione del patrimonio pubblico. Un’ulteriore conferma della fragilità del territorio flegreo, un aspetto che richiede rapidamente risposte chiare.
Intanto, nel quartiere cresce la tensione: la domanda che aleggia tra i cittadini è se la politica e la giustizia agiranno in tempo per tutelare la sicurezza e la vita della comunità. Restano ora da chiarire gli ultimi passaggi della vicenda.
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