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Poggioreale, condizioni critiche nelle celle: critiche di Ruotolo e Sarracino (PD)

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Le condizioni all’interno del carcere di Poggioreale, a Napoli, sono da incubo. Durante una visita ispettiva, l’eurodeputato Sandro Ruotolo e il deputato Marco Sarracino hanno lanciato un allerta clamorosa. “Se il grado di civiltà di un Paese si giudica dalle sue carceri, allora quello di Poggioreale è inaccettabile”, affermano i due politici, alla presenza del garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello.

La denuncia verte sul sovraffollamento estremo e sul degrado delle condizioni di vita a cui sono costretti ben 2.243 detenuti, in una struttura concepita per ospitarne circa 1.600. “Abbiamo visto celle progettate per quattro persone, ma in realtà ne ospitano nove, costrette a dormire su letti a castello a due metri da terra”, raccontano. Con le attuali temperature torrido, la situazione diventa insostenibile: “Senza ventilazione e con ventilatori rotti, è come trovarsi in un forno”.

Non si tratta solo di sovraffollamento. “In alcuni casi si cucina persino nei bagni, perché mancano spazi adeguati”, continua Sarracino. I due esponenti denunciano non solo le condizioni umanamente inaccettabili, ma anche l’impossibilità per i detenuti di ricevere cure mediche: “Molti rinviano esami e visite specialistiche perché non ci sono uomini e mezzi per i trasferimenti negli ospedali. È inaccettabile”.

Secondo quanto emerge dalla visita, la situazione critica è un fenomeno che si allarga a tutto il sistema carcerario italiano, con un sovraffollamento che supera il 140% a livello nazionale, raggiungendo il 160,8% in Campania. Questo ha ripercussioni dirette anche sugli agenti della polizia penitenziaria, già in difficoltà per organici sottodimensionati e forzati a lavorare in condizioni precarie. “Si tratta di una vergogna non solo per i detenuti, ma anche per il personale di polizia penitenziaria”, afferma Ruotolo.

Ora, all’orizzonte ci sono richieste di cambiamento radicale nelle politiche penitenziarie: “Non servono slogan. I decreti del governo non hanno migliorato le condizioni di sicurezza. Serve una politica che restituisca dignità alle persone e sicurezza ai cittadini”. Nel frattempo, tra le mura del carcere e nel quartiere circostante, l’attenzione rimane alta. La domanda che sorge spontanea è: cosa cambierà ora che la situazione è sotto i riflettori?