Un colpo al cuore della scuola: solo 79 posti per il personale educativo in Campania, un numero risibile rispetto ai 624 posti vacanti. La situazione è stata definita insostenibile e critica, con molti educatori precari che da anni stipano la resistenza di convitti e educandati. È una situazione che mette in luce l’inefficienza del sistema di reclutamento, totalmente distaccato dalle reali esigenze del settore.
Ottavio De Luca, segretario regionale della FLC CGIL Campania, lancia un grido d’allerta: “79 posti a livello nazionale, di fronte a centinaia di vuoti nella sola Campania, rappresentano una precarietà strutturale”. Lo scenario è desolante, con graduatorie esaurite e l’assenza di concorsi ordinari dall’inizio del millennio. Gli errori della politica si fanno gravi, mentre le istituzioni educative continuano a operare in un limbo di insicurezza.
La gravità della situazione è amplificata dall’assenza di misure straordinarie di reclutamento e dalla mancanza di una strategia efficace per garantire l’organizzazione delle scuole. Aumentano i carichi di lavoro e diminuiscono le opportunità formative per gli studenti: chi paga per questa disorganizzazione è proprio la comunità.
La FLC CGIL chiede un piano straordinario di stabilizzazione per gli educatori con esperienza, insieme a una revisione dei criteri di assegnazione degli organici. “Dobbiamo chiedere a gran voce che le reali necessità vengano ascoltate”, afferma De Luca, determinato a non lasciare che questa questione venga accantonata.
Intanto, la ripartizione provinciale dei pochi posti disponibili diventa di vitale importanza. La domanda che circola tra i cittadini è: come si può garantire il futuro educativo dei nostri giovani con un simile deficit di personale? Le prossime settimane saranno cruciali per capire se si riuscirà a sostenere una battaglia tanto urgente quanto necessaria.