Castellammare di Stabia si trova nuovamente al centro di uno scandalo amministrativo che riaccende le preoccupazioni sulla permeabilità della politica alla camorra. Un’indagine di quasi quattrocento pagine ha messo a nudo la rete di connivenze e infiltrazioni che hanno caratterizzato la vita politica della città e che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale, un atto estremo ma necessario per cercare di arginare il fenomeno criminale.
La Relazione Finale d’Indagine, stilata dalla Commissione d’Accesso a gennaio 2026, racconta una storia di promesse non mantenute e di illusioni di legalità. “Siamo stati illusi dal civismo di facciata”, afferma un residente che ha preferito rimanere anonimo. “La gente sperava in un cambiamento reale, ma ci siamo ritrovati avvolti da quel buio di cui tanto si parlava.”
Tra i documenti esaminati, emergono nomi e figure legate ai clan storici, come i D’Alessandro e i Cesarano, che ancora oggi muovono fili invisibili nella politica locale. Guardando al passato, nel giugno 2024 il nuovo sindaco Luigi Vicinanza si era presentato sulla scia di un’onda di speranza, promettendo di combattere con ogni forza le organizzazioni mafiose. “Sarò il sindaco di tutti, tranne dei camorristi”, aveva proclamato, ma i fatti sembrano dimostrare il contrario.
Secondo quanto emerso dalla prima ricostruzione, il tanto decantato civismo ha finito per nascondere un reticolo di interessi già consolidati. Le analisi statistiche sul voto, condotte con rigore scientifico, rivelano picchi di consenso allarmanti in sezioni sotto il controllo dei clan. A Ponte Persica, in particolare, la concentrazione del voto ha raggiunto livelli da record, segno di un sistema elettorale manovrato da alleanze poco chiare.
“La situazione ha creato molta preoccupazione nella zona”, riferiscono cittadini preoccupati per la direzione che ha preso la loro città. Le dimissioni di alcuni consiglieri hanno solo smosso un ingranaggio che molti speravano di vedere fermo. Ma al di là delle elezioni, ci sono state intercettazioni che hanno svelato legami inquietanti, come quelle tra l’ex consigliere Gennaro Oscurato e membri del clan D’Alessandro.
In un contesto tanto complicato, nel quartiere è palpabile la sfiducia verso le istituzioni. “Quale legalità? Ci danno la mano per poi riprenderla”, mormora un commerciante di Ponte Persica, evocando un clima di rassegnazione. E ora, con il consiglio comunale sciolto, la domanda che molti si pongono è: chi potrà realmente portare un cambiamento tangibile in questo territorio ferito?
Intanto, tra i residenti resta alta l’attenzione su come si evolverà la situazione e su quali saranno i prossimi passi delle autorità. Le prossime ore potrebbero rivelarsi decisive per capire se Castellammare può davvero rifarsi un futuro libero dal giogo della criminalità organizzata.
**Camorra e Politica: Il Lato Oscuro di Castellammare di Stabia**
Un vero e proprio terremoto burocratico e politico sta scuotendo Castellammare di Stabia, dove l’ombra della camorra sembra essersi infiltrata nei meccanismi amministrativi della città. Negli ultimi giorni, sono emerse gravi accuse che coinvolgono alcuni membri del Consiglio comunale e imprenditori locali in rapporti discutibili con clan mafiosi.
Nuove rivelazioni portano a galla nomi noti e situazioni allarmanti. Tra i più colpiti, l’ex consigliere Nino Di Maio, il cui figlio e nipote sono stati identificati come sottoposti del clan D’Alessandro. Queste figure avrebbero trasformato l’attività commerciale della famiglia in un vero e proprio punto di incontro per la criminalità, segnando un sinistro legame tra il mondo imprenditoriale e quello camorristico.
Secondo quanto si apprende, la Commissione di Accesso ha documentato una rete in cui la politica locale è fortemente compromessa. Pratiche burocratiche travisate e accessi non autorizzati agli uffici comunali così come l’assenza di controlli sembrano aver reso impossibile tracciare la paternità di molte decisioni amministrative. “Abbiamo visto entrare e uscire chiunque, senza alcun filtro”, lamenta un funzionario.
L’indagine rivela anche una prassi inquietante all’interno degli uffici comunali: dirigenti che condividono le proprie password per il protocollo informatico, creando un terreno fertile per abusi e manomissioni. L’ex geometra Angelo Schettino, già sospeso dall’Ordine per legami con il clan, sarebbe riuscito a muoversi liberamente all’interno del Comune per oltre un anno dopo la sua sospensione, presentando pratiche e accedendo a documenti riservati.
La situazione ha generato preoccupazione tra i residenti, che si interrogano sull’integrità delle istituzioni locali. Un tema che potrebbe innescare una reazione collettiva, con molti cittadini che chiedono maggiore trasparenza e accountability nei confronti di chi amministra la città.
In attesa di ulteriori sviluppi, resta da chiarire come questa intricata rete di relazioni tra politica e criminalità possa influenzare il futuro di Castellammare di Stabia. Diverse domande remain aperte: quali azioni saranno intraprese per ripristinare la legalità? E soprattutto, chi sarà chiamato a rispondere di fronte alla comunità per questi gravi atti?Le ombre della camorra si allungano su Castellammare di Stabia, una città che pare aver perso la lotta contro la criminalità organizzata. Negli ultimi anni, l’infiltrazione di clan come quello dei D’Alessandro è diventata sempre più eclatante, coinvolgendo non solo la politica ma anche la passione cittadina per il calcio, con la Juve Stabia al centro delle attenzioni.
All’approccio del 2025, le cose sono precipitate. Un’indagine ha rivelato un quadro inquietante: affidamenti diretti a ditte legate al crimine, dai servizi di pulizia alle forniture per la raccolta differenziata, tutto sotto il velo di una gestione pubblica opaca e vicina alla camorra. La Commissione di accesso ha descritto un “sistema bancomat” per le imprese colluse, acuite dalla mancanza di controlli adeguati.
Ma ciò che ha scioccato di più la comunità è stato l’intervento del clan nel cuore della città: lo stadio Romeo Menti. Secondo quanto si apprende, l’ingerenza è giunta a influenzare aspetti chiave come la sicurezza e il ticketing della squadra di calcio. L’apice della situazione si è toccato durante la celebrazione della promozione in Serie B della Juve Stabia, con la presenza di capi ultras notoriamente legati alla criminalità, accolti sul palco dalle autorità locali.
I cittadini, indignati, hanno assistito a questa legittimazione non solo di un gesto, ma di un intero sistema di connivenza. Tale evento ha scatenato un’ondata di sdegno, portando alla dissociazione tardiva del sindaco solo dopo la visibilità mediatica del fatto.
Nell’amministrazione, le dimissioni e l’abbandono di figure chiave, come il giornalista ed ex consigliere Sandro Ruotolo, hanno evidenziato l’incapacità di arginare questa deriva. “La situazione attuale della città è inaccettabile”, dichiara un residente, riflettendo il malumore generale.
La relazione finale della Commissione ha diagnosticato una “perdurante permeabilità” alle ingerenze mafiose, spingendo verso uno scioglimento dell’assise cittadina e l’installazione di una Commissione Straordinaria. Le prossime mosse saranno decisive per capire se Castellammare potrà finalmente liberarsi dalla morsa della criminalità. La domanda, ora, resta aperta: basteranno i nuovi interventi per ridare speranza e sicurezza a una comunità visibilmente stanca?