Napoli è di nuovo al centro di una vicenda inquietante che svela come la camorra non si fermi più alle consuete intimidazioni. Una lucida indagine ha portato alla luce un sistema capillare di infiltrazione negli uffici pubblici a Castellammare di Stabia, incriminando un ex geometra comunale, Angelo Schettino, accusato di aver agevolato attività illecite del clan D’Alessandro.
Questa non è una storia di pistole e violenza, ma di connivenza tra mafia e burocrazia. Secondo quanto riportato da recenti accertamenti, Schettino ha operato come un vero e proprio “colletto bianco” per la cosca, manovrando pratiche edilizie e accedendo a informazioni riservate in modo sistematico. Era lui il punto d’imbocco che facilitava i contatti tra clan e ufficio tecnico, in grado di orientare gli affari edilizi a favore degli affiliati.
La situazione è emersa in modo drammatico con le perquisizioni e gli arresti operati a maggio 2025, quando undici membri della cosca sono stati trattenuti. Tra loro figura anche Schettino, condannato a sei anni e otto mesi per concorso esterno a un’associazione criminale. “La situazione ha creato molta preoccupazione nella zona”, raccontano alcuni cittadini.
Gli inquirenti hanno tracciato una rete di scambi di favori e regali, come l’orologio Rolex donato al geometra dal boss Michele D’Alessandro, dimostrando come la corruzione si annidi nei meandri della pubblica amministrazione. Il clima di paura e diffidenza cresce tra i residenti che si chiedono se e quando avverranno altre operazioni simili.
Già diversi esponenti della comunità locale si interrogano sulle implicazioni di questa vicenda. “Sta emergendo un quadro preoccupante e non ci sentiamo al sicuro” raccontano alcuni abitanti.
Restano ora da chiarire gli ultimi passaggi della vicenda e, soprattutto, cosa accadrà nei prossimi giorni nei corridoi dell’amministrazione, una questione che interessa tutti, non solo i diretti coinvolti.A Napoli, un caso di mala gestione amministrativa ha scosso non solo il mondo dell’edilizia, ma anche la comunità locale, rivelando come alcune professioni siano infiltrate da pratiche illecite. L’epicentro della vicenda è Angelo Schettino, un geometra sospeso dalla sua attività professionale che, nonostante il provvedimento, ha continuato a lavorare liberamente, creando un buco nero nel sistema dei controlli urbani.
Il primo marzo 2024, la Commissione dei Geometri della provincia napoletana ha deciso di sospendere Schettino dall’esercizio della professione a seguito delle violazioni delle normative edilizie. Ma quel provvedimento, inoltrato tramite PEC al Comune di Castellammare di Stabia, è rimasto sepolto nei meandri della burocrazia, ignorato dai dirigenti del Settore Urbanistica. Per oltre quattordici mesi, il geometra ha potuto continuare il suo lavoro, accedendo a pratiche e documenti come se nulla fosse, senza che nessuno dei funzionari prendeva iniziativa per fermarlo.
Se da un lato la vicenda evidenzia la perlomeno scadente funzionalità della macchina comunale, dall’altro emergono dettagli inquietanti da intercettazioni ambientali. “Ci dicono persino dove stanno le telecamere”, commentano con soddisfazione i membri di un clan camorristico, riferendosi alla loro rete di contatti all’interno dell’amministrazione comunale. Queste rivelazioni lasciano intendere che l’infiltrazione mafiosa nei sistemi pubblici è più profonda di quanto si pensasse, con professionisti che operano come schermi per il racket delle estorsioni.
“Le pratiche continuavano a avanzare anche dopo il suo arresto”, racconta un membro della Commissione d’Accesso, rivelando l’incredibile inerzia che ha permesso a Schettino di operare sotto lo sguardo distratto delle autorità. Nonostante fosse finito in carcere nel maggio 2025, a causa di accuse di associazione mafiosa, il suo nome continuava a comparire su documenti ufficiali, rendendo evidente l’impotenza dei controlli interni.
Il clima di insicurezza e sfiducia tra i cittadini cresce, alimentato dal sospetto che il sistema possa essere compromesso in modi inimmaginabili. Intanto, molti si chiedono: come è possibile che una sospensione resti invisibile per così tanto tempo? Le prossime ore saranno decisive nel chiarire il funzionamento e le responsabilità dell’amministrazione, mentre nell’aria aleggia una sensazione di inquietudine e desiderio di giustizia.Nel cuore di Castellammare di Stabia, una tempesta di irregolarità ha portato alla luce un sistema di controlli interno in profonda crisi. È emerso che l’Ufficio Tecnico, già messo sotto accusa, soffre di una paralisi burocratica che ha minato la sua integrità e la sicurezza dei processi decisionali. Le recenti audizioni degli ispettori prefettizi hanno rivelato un quadro inquietante, in cui i dirigenti hanno giustificato il loro immobilismo citando, tra l’altro, un sovraccarico di lavoro e carenze informatiche.
“Abbiamo sentito molte scuse, ma i fatti parlano chiaro”, dichiara un residente della città che ha seguito con attenzione l’andamento della vicenda. La Commissione d’Accesso ha criticato aspramente l’assenza di controlli interni e la mancanza di responsabilità da parte degli organi preposti. In particolare, un documento di sospensione ha giaciuto per oltre 14 mesi senza essere elaborato, segno di una gestione inefficace che fa temere per la trasparenza delle operazioni edilizie in città.
Sconcertante è il fatto che, nonostante l’evidente negligenza, non siano stati avviati procedimenti disciplinari contro i funzionari coinvolti. Invece di affrontare le responsabilità, pare che l’unica azione intrapresa sia stata quella di spostare un impiegato in un altro settore, mantenendo così intatta la struttura responsabile della crisi.
Secondo quanto si apprende, l’intera situazione porta alla luce non solo una scarsa gestione amministrativa, ma anche potenziali influenze esterne, come quelle della camorra, che hanno trovato terreno fertile in un ambiente già vulnerabile. I cittadini sono allarmati e non nascondono la loro preoccupazione: “Come è possibile che questi problemi siano emersi solo ora?”, si chiedono in molti.
L’attenzione ora è rivolta all’Amministrazione, chiamata a reagire con urgenza per ristabilire la fiducia tra i cittadini. Le prossime mosse saranno cruciali: ci si chiede se abbiano, finalmente, la determinazione di affrontare un problema ben più profondo o se tutto rimarrà inalterato.
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