Cassazione respinge la revisione della confisca per il Castello delle Cerimonie
La battaglia legale attorno al famoso “Castello delle Cerimonie” si infiamma, aumentando l’ansia nella storica famiglia Polese. La Cassazione ha appena rigettato i ricorsi contro l’ordinanza che respingeva la richiesta di revisione della sentenza di confisca emessa dal Tribunale di Torre Annunziata. Un esito che sorprende per la convergenza di vedute che aveva unito accuse e difesa.
I legali della famiglia, tra cui Dario Vannetiello e Veronica Paturzo, avevano presentato tesi giuridiche che erano sembrate in grado di convincere anche il Procuratore Generale della Cassazione. Quest’ultimo aveva sostenuto l’annullamento del provvedimento della Corte d’Appello di Roma, proponendo un riesame del caso alla luce di nuove prove documentali che avrebbero potuto dimostrare l’assenza del reato di lottizzazione abusiva.
Tuttavia, la Suprema Corte ha sorpreso tutti decidendo di tenere fermo il provvedimento di confisca, nonostante i dubbi di legittimità emersi negli ambienti giudiziari. “Non ci aspettavamo una decisione così”, commenta un avvocato della difesa, mentre i cittadini di Torre Annunziata seguono con apprensione gli sviluppi di questa intricata vicenda legale.
Mentre il primo capitolo si chiude a favore della confisca, la battaglia non è finita. Infatti, un ulteriore ricorso, sempre firmato da Vannetiello, è in arrivo alla Cassazione. Questa volta, si fonda su un’ipotesi audace: la difesa sostiene che la condanna sarebbe basata su una prova falsa. Resta da vedere se questo nuovo tentativo potrebbe effettivamente ribaltare le sorti di un simbolo della ristorazione campana o se il destino del “Castello delle Cerimonie” sarà segnato.
Le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive, lasciando molti dubbi ancora aperti. La comunità aspetta l’esito dell’udienza, con la sensazione che questa storia non sia affatto giunta al capolinea.

