Casapesenna, il vice sindaco contatta un boss per risolvere una lite privata
Un terremoto giudiziario scuote Casapesenna: sono otto le persone arrestate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta, tutte legate al clan Zagaria, in un’operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Al centro di questa vicenda si trova Costantino Garofalo, 29enne considerato un reggente emergente del clan, che fece discutere anche per le sue intercettazioni che rivelano collegamenti inquietanti tra mafia e politica locale.
La vicenda, emersa nelle ultime ore, ha rivelato dettagli scottanti, come un presunto incontro tra Garofalo e Marcello De Rosa, il vicesindaco di Casapesenna, che non risulta indagato. In una conversazione intercettata, De Rosa menziona una lite che ha coinvolto sua moglie, rivelando la sua intenzione di non compromettersi: “Io non mi posso compromettere,” dice, mentre chiede a Garofalo di “farsi serio” e “risolvere” il conflitto.
Le intercettazioni hanno messo in luce l’inafferrabile rete di relazioni che il clan mantiene con il Comune e con la politica locale. Garofalo si vante di avere “ampia facoltà di manovra” e dichiara con arroganza: “Noi non teniamo bisogno dei cristiani per prenderci quello che ci dobbiamo prendere.” Frasi che evidenziano un’agenda politica che va ben oltre le elezioni.
Le indagini hanno anche svelato episodi di corruzione, come nel caso di una consigliera comunale di Caserta, che avrebbe ricevuto 30.000 euro da un imprenditore per favorire un appalto da otto milioni di euro. Segnali inquietanti di un sistema che continua a operare con disinvoltura, in uno scenario in cui, nonostante la diminuzione del potere militare del clan, le sue capacità di influenzare affari e appalti restano forti.
Tutto ciò accade mentre il clan Zagaria si riorganizza, pronto a mantenere controllo e influenza nel territorio attraverso famiglie, affari e relazioni consolidate. Gli inquirenti parlano di attentati e intimidazioni come l’esplosione avvenuta negli ultimi mesi contro locali commerciali, un chiaro segno di un’azione di forza per mantenere il potere.
Otto arresti, ma la custodia cautelare è stata concessa nonostante la non convalida del fermo da parte del giudice. Tra le figure storiche coinvolte ci sono gli indiscusso protagonisti del clan, come i fratelli Nobis, evidentemente legati alla famiglia Zagaria.
Restano ora da chiarire gli ultimi passaggi di un’inchiesta che si preannuncia cruciale. La domanda ora resta aperta: quanto possono influenzare ancora i clan sulla vita politica e sociale di un comune come Casapesenna? La comunità, intanto, osserva con una certa inquietudine il lento scorrere degli eventi.


