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Boss di Napoli offre 20mila euro per liberarsi dell’ex dopo denuncia

Di La Redazione29 Luglio 2026 - 18:342 ore fa 2 min di lettura
Boss di Napoli offre 20mila euro per liberarsi dell’ex dopo denuncia

Un piano di omicidio da brivido, architettato nei minimi dettagli, è stato sventato dai carabinieri in un’operazione che poteva trasformarsi in un dramma umano incalcolabile. Ventimila euro per mettere fine a una vita, cinquemila versati come caparra: ogni particolare di questa vicenda, che coinvolge un ex compagno rancoroso e un boss camorristico, lascia senza parole. A mettere in moto le indagini è stata la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha preventivamente bloccato l’omicidio di una donna nel Napoletano.

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli Nord ha confermato l’arresto di cinque indagati, tra cui Andrea Autiero, un noto esponente del gruppo criminale “Scusuti” di Gricignano d’Aversa, e Vincenzo Russo, il presunto mandante del delitto. Mentre il GIP non ha convalidato i fermi immediati, il quadro accusatorio ha costretto gli aggressori a rimanere in custodia cautelare.

Stando a quanto emerso dalla ricostruzione iniziale, il killer a pagamento, Autiero, aveva allestito un’automobile con targa clonata, cellulari usa e getta e persino dossier sulla vittima, preparandosi a eseguire il suo mandato mortale. Questa non è solo una cronaca di un attentato, ma il triste ritratto di una realtà drammatica in cui i legami tra amore, odio e camorra si intrecciano e si avvitano in modi inimmaginabili.

La pianificazione era completa: Russo aveva fornito fotografie e dettagli sulle abitudini quotidiane della donna, le chiavi di casa e dell’auto, con l’intenzione di sequestrarla e assassinare nel modo più cruento. “Volevano mollarla nel nulla, come si fa nella lupara bianca”, raccontano fonti investigative. Qui, il rancore di un ex compagno già segnalato per stalking e minacce si fonde con la freddezza di un gruppo criminale affermato.

Ma non è tutto. L’inchiesta ha rivelato una scia di violenza che colpisce anche le istituzioni locali. Il gruppo è accusato di possesso illegale di armi, utilizzate in attacchi recenti contro imprenditori e il sindaco di Gricignano, Vittorio Lettieri, colpevole di voler restituire alla comunità un bene confiscato alla camorra.

A completare questo mosaico complesso, il contributo fondamentale della giornalista Marilena Natale, che ha recentemente dovuto vivere sotto scorta dopo le sue inchieste sul clan dei Casalesi. La sua collaborazione con gli investigatori ha permesso di tracciare le mosse dei criminali prima che il piano letale potesse realizzarsi.

Nel quartiere, nonostante la sventata tragedia, resta un clima di allerta e preoccupazione. La domanda ora è: a quale prezzo si fermerà la criminalità in questa area già martoriata dalla violenza? E quali altre verità verranno a galla nei prossimi giorni?

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