Arrestato il cognato del boss Troncone: minacce inquietanti a Napoli
Napoli – Il grido di allerta è forte e chiaro: la paura continua a serpeggiare nei vicoli di Fuorigrotta. Un episodio choc ha scosso il quartiere, dove Luca Troncone, 47 anni, è stato arrestato dai Carabinieri per un lungo elenco di reati aggravati dal metodo mafioso. Le minacce di morte e le aggressioni sono diventate la quotidianità per una vittima incensurata, il cui unico “peccato” è stato quello di incrociare la vita di una donna legata a Troncone stesso.
Con frasi aberranti, come “Ti brucio nell’acido” e “Ti taglio la gola”, l’arrestato ha seminato terrore, rivendicando un controllo barbaro sulla vita dei residenti. A differenza di altri eventi criminali che possono derivare dallo spaccio o dall’estorsione, qui si parla di un’ossessione personale che ha portato alla violenza pura. Secondo quanto si apprende, la vendetta del clan era diretta all’allontanamento immediato della vittima da Fuorigrotta.
L’incubo per l’uomo è iniziato nel 2023 e ha raggiunto il culmine in un agguato brutale fuori da una discoteca di Varcaturo. Qui, la vittima è stata picchiata con ferocia. Ma non si è fermato tutto qui. Un secondo assalto ha visto Troncone sottrarre il casco da moto dell’uomo, un atto simbolico che ha fatto precipitare la situazione in un caos totale. Costretto a fuggire, il malcapitato ha cercato rifugio in Francia, lontano da quella spirale di violenza che sembrava non avere fine.
Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) hanno permesso di ricostruire tre anni di stalking e violenze, grazie ai racconti di testimoni e alle immagini delle telecamere di sorveglianza. Le prove sono state decisive, e hanno portato a un’ordinanza di custodia cautelare che finalmente interrompe l’incubo per la vittima.
Troncone non è nuovo alla giustizia: solo pochi mesi fa, a maggio, era stato arrestato per un tentativo di furto in un negozio di cosmetici. Un uomo già noto alle forze dell’ordine, tornato a colpire nella sua ossessione di controllo.
Nel quartiere, l’atmosfera resta tesa e la preoccupazione si diffonde. I residenti si chiedono: questo è solo un episodio isolato o l’inizio di una lunga battaglia contro un sistema che sembra non mollare la presa? Le prossime ore potrebbero rivelarsi cruciali per capire l’andamento di questa vicenda, che solleva interrogativi inquietanti sul potere delle dinamiche mafiose a Napoli.

