Blitz ambientale a Striano: sequestrato un impianto conserviero per presunti scarichi industriali illeciti nel bacino del fiume Sarno.
Un’operazione a tutela dell’ambiente segna un nuovo duro colpo contro l’inquinamento nella provincia di Napoli. A Striano, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico hanno sequestrato un impianto conserviero, accusato di scarichi illeciti nel fiume Sarno, durante un intervento avvenuto il 4 giugno.
Questa indagine riguarda la Agriconserve Rega, una realtà che si estende per oltre 30mila metri quadrati, da tempo sotto osservazione per irregolarità nella gestione dei reflui industriali. Secondo quanto riportato nella prima ricostruzione, gli accertamenti sono stati avviati dalla Procura di Torre Annunziata, in partenariato con gli uffici di Avellino e Nocera Inferiore, con il supporto dell’Arpac.
Durante i controlli sono emerse gravi violazioni, come il superamento dei limiti di legge per sostanze inquinanti, tra cui Escherichia coli, che hanno messo a rischio le acque del torrente Corrente, affluente diretto del Sarno. “Abbiamo sentito un forte rumore e poi il caos”, raccontano alcuni residenti che risiedono nei pressi dell’azienda. Il clima di allerta per la salute pubblica cresce, vista la rilevanza del fiume per l’ecosistema locale.
Oltre agli scarichi problematichi, gli ispettori hanno trovato rifiuti stoccati in aree non autorizzate e presunte irregolarità urbanistiche nell’ampliamento dello stabilimento. La situazione si complica ulteriormente per l’azienda, già coinvolta in un precedente sequestro per problemi simili, rendendo evidente la necessità di un intervento decisivo per difendere il territorio.
Le istituzioni martellano su un messaggio chiaro: la salvaguardia dell’ambiente non è negoziabile. Le prossime ore saranno cruciali per comprendere le responsabilità di quanto accaduto e valutare le serie conseguenze per l’azienda coinvolta. Intanto, i cittadini continuano a monitorare la situazione, preoccupati per la loro salute e quella dell’ecosistema circostante.
