Nuovo sequestro per insolvenza nei negozi di Napolitano a Napoli, mentre l'imprenditore avvia un'attività a Sharm el-Sheikh con Rita De Crescenzo.
Napoli è in subbuglio per il nuovo sequestro preventivo che ha colpito Angelo Napolitano, imprenditore campano noto anche per la sua presenza sui social. La Guardia di Finanza ha messo sotto chiave merce di due negozi riconducibili alla sua attività, lasciando molti clienti disorientati e frustrati.
Stando a quanto emerge, Napolitano è stato costretto a chiudere le serrande dei suoi punti vendita a causa di debiti non saldati, un’evoluzione preoccupante per chi lo seguiva online e aveva fatto acquisti attraverso le sue televendite. Un cartello recante “Chiuso per inventario” è comparso sulla vetrina, mascherando le vere ragioni del blocco e lasciando i clienti impossibilitati a ritirare ciò che avevano ordinato.
Questa vicenda, portata alla luce dal deputato Francesco Emilio Borrelli, già da tempo in prima linea nel denunciare irregolarità legate agli influencer commerciali, si inserisce in un panorama giuridico complicato. Infatti, nel settembre 2022, Napolitano era già stato oggetto di un maxi-sequestro da 5,7 milioni di euro, legato a presunti reati di frode fiscale, tra cui evasione Iva e utilizzo di fatture false.
Nonostante la tempesta giudiziaria, l’imprenditore ha scelto di spostare la sua attività a Sharm el-Sheikh, dove ha avviato un ristorante-braceria con la tiktoker Rita De Crescenzo. Tuttavia, tale scelta sembra più una fuga che una strategia di rilancio, dato che i suoi affari in Italia sono ora sotto la lente delle autorità.
“Abbiamo visto un forte assembramento di persone davanti ai negozi chiusi, molti erano clienti in attesa delle loro spedizioni,” racconta un residente del quartiere. Un sentimento di insoddisfazione e preoccupazione si è diffuso tra i consumatori, già inquieti per la mancanza di chiarezza sulla situazione.
Il futuro di Napolitano e il destino delle sue attività commercio rimangono incerti. Con gli sviluppi delle indagini in corso, la domanda che emerge è: quali saranno le conseguenze per i clienti e per il commercio napoletano? Intanto, l’attenzione resta alta, e le risposte delle istituzioni potrebbero rivelarsi decisive. La storia non sembra finita qui.
