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Punta Campanella, rafforzati i controlli nella Riserva Marina: 12 verbali e sequestri per la salvaguardia del mare

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La Capitaneria di Castellammare rafforza i controlli in mare per proteggere ambiente e sicurezza turistica nell’Area Marina Protetta Punta Campanella.

Con l’arrivo dell’estate, la scena marittima di Castellammare di Stabia si animano, ma la sicurezza non è mai un dettaglio da trascurare. Per questo, la Capitaneria di Porto ha lanciato una serie di operazioni di vigilanza lungo la costa, da Vico Equense a Massa Lubrense, all’interno dell’Area Marina Protetta Punta Campanella, una zona di straordinario pregio ambientale.

Le attività di controllo, guidate dal Capitano di Fregata Andrea Pellegrino, puntano a garantire la sicurezza di residenti e turisti e a proteggere la biodiversità marittima. Come riportato nelle prime informazioni disponibili, sono stati elevati 12 verbali per violazioni del codice della navigazione, con un focus particolare sulle irregolarità legate alla navigazione sottocosta.

Durante i controlli, sono stati sequestrati diversi dispositivi di pesca non autorizzati, tra cui nasse a Vico Equense e circa 300 metri di reti irregolari nell’area della Regina Giovanna. “Abbiamo registrato un incremento delle attività di sorveglianza in risposta all’alta affluenza di imbarcazioni, che può facilmente generare danni a specie protette”, ha spiegato Pierluigi Capone, direttore dell’Area Marina Protetta.

Capone ha messo in evidenza l’importanza della presenza in mare, non solo per la sicurezza delle persone, ma anche per la protezione degli habitat marini. Le acque attorno a Punta Campanella ospitano varie specie a rischio, come i cetacei, le tartarughe marine e la foca monaca, tutti vulnerabili agli ancoraggi impropri e alle attività di pesca illegale.

Il messaggio è chiaro: rispettare le regole del Parco Marino è fondamentale per godere delle sue bellezze senza compromettere l’ambiente. La Capitaneria ha recentemente effettuato operazioni di bonifica dei fondali, contribuendo a rendere questi luoghi un patrimonio da preservare. Ma il lavoro è solo all’inizio; le prossime settimane potranno rivelarsi decisive per il futuro della nostra costa.