Minacce del clan Ferone alla famiglia del pentito: tensione nel Napoletano
Il clima di terrore a Casavatore si arricchisce di nuovi dettagli: intimidazioni e minacce subite dalla famiglia di un pentito che ha osato testimoniare contro il noto criminale Elpidio Patricelli, detto “’o gemello”. Domenico Esposito, collaboratore di giustizia, ha svelato nella sua testimonianza ai magistrati una serie di ritorsioni messe in atto dal clan Ferone contro i suoi cari, creando una tensione palpabile in tutta la zona.
Nelle sue dichiarazioni, Esposito racconta di come i suoi familiari siano stati costretti ad abbandonare le proprie attività commerciali, facendo luce sulle pressioni esercitate dal clan. “Dopo le mie accuse, i miei parenti hanno subito seri problemi”, ammette, portando così alla luce un sistema di omertà radicato. Secondo quanto si apprende, il nipote del pentito ha trovato sistemi di sabotaggio come benzina davanti alla serranda del bar e colla nelle serrature: atti intimidatori volti a fermare qualsiasi voce di dissenso.
La testimonianza di Esposito si inserisce in un contesto di crescente violenza. “In un paio di occasioni, mio zio ha ricevuto minacce dirette”, racconta, mentre il clan Ferone faceva sentire il proprio peso minacciando ritorsioni dirette a chiunque avesse osato mettere in discussione il loro potere. “Tuo nipote parla ancora di Elpidio”, avevano detto, insinuando un chiaro avvertimento.
Non solo le intimidazioni: Esposito riconduce le paure dei suoi familiari anche all’intervento di altre consorterie criminali, come il clan Di Lauro, che avrebbero tentato di intervenire per placare la situazione. “Il boss Raffaele Caiazza ha contattato mio zio per spingerlo a farmi ritrattare”, ha dichiarato, esponendo un panorama criminale complesso, in cui le alleanze e le rivalità sono all’ordine del giorno.
Con questo scenario inquietante, il racconto del collaboratore evidenzia un’area dove le rivelazioni giudiziarie non solo sono temute, ma anche attivamente represse con la violenza. “Le mie dichiarazioni hanno cambiato le cose, ma la paura è alta”, conclude Esposito, lasciando intendere che il cammino verso la verità è ancora irto di difficoltà.
La domanda resta aperta: quale sarà l’impatto di queste testimonianze sui clan locali e sulla sicurezza dei cittadini? Intanto, a Casavatore, la vigilanza tra i residenti continua a crescere, preoccupati per le ripercussioni che potrebbero seguire a tale escalation di eventi.

