Alex Pollaro racconta il suo incarico violento nel clan Nobile ad Afragola e i compensi settimanali ricevuti per il lavoro sporco.
Un’esplosione di violenza e controllo si profila all’orizzonte di Afragola, dove il clan Nobile si rivela sempre più insidioso. La testimonianza di Alex Pollaro, un neo-pentito, getta nuova luce sulle operazioni del gruppo, rivelando una struttura interna organizzata attorno alla violenza e all’intimidazione. Il suo racconto, emerso dal primo verbale depositato lo scorso 3 giugno, svela un mondo fatto di doloso strapotere.
Pollaro spiega chiaramente il suo ruolo: non si occupava di spaccio, ma della “manutenzione” del territorio, esercitando punizioni brutali contro chi osava non rispettare le richieste estorsive o, peggio ancora, chi spacciava senza autorizzazione. “Il compenso per queste azioni oscillava tra i 2.000 e i 2.500 euro a settimana”, riconosce, descrivendo un mestiere che implicherebbe anche l’uso di armi, se necessario.
Il suo rientro nel clan, che risale al gennaio 2024, è emblematico: “Topolone”, un pezzo da novanta della camorra locale, gli assegnò subito un’auto e una somma in anticipo, chiarendo l’obiettivo delle sue future operazioni violente. “In poche parole, ero il braccio armato del gruppo”, aggiunge con freddezza, come se parlasse di un lavoro qualunque.
Pollaro rivela di essere stato coinvolto in almeno cinque o sei occasioni di violenza estrema, sempre a servizio del clan. Il suo racconto svela un meccanismo in cui le intimidazioni diventano una strategia quotidiana, con l’obiettivo di mantenere il dominio sul territorio. Stando a quanto riportato nella sua testimonianza, tali pratiche non solo garantiscono la sicurezza del clan, ma iniettano anche un senso di paura tra i residenti.
Questa rivelazione potrebbe rappresentare un punto di svolta per le indagini che riguardano il clan Nobile, il quale imperversa non solo a Salicelle ma si estende in gran parte di Afragola e nei comuni limitrofi. Le forze dell’ordine sono già al lavoro per approfondire queste informazioni e delineare la mappa delle responsabilità, mentre nel quartiere aleggia un’aria di preoccupazione palpabile.
“La situazione è diventata insostenibile”, commenta un abitante del posto, evidenziando come la violenza inflitta continui a minacciare la quotidianità dei residenti. La comunità guarda con attenzione a questi sviluppi, sapendo che ciò che emerge ora potrebbe cambiare il volto della lotta alla criminalità nella zona.
Resta da vedere come le autorità risponderanno a queste nuove informazioni e quali passaggi verranno intrapresi. Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire cosa ci riserverà questa inquietante saga del clan Nobile.

