Cronaca
Superbonus, allerta a Napoli: scoppia la maxi-truffa da 10 milioni
Napoli – Un castello di carta si sgretola sotto la luce dei riflettori. Ristrutturazioni fasulle e documenti contraffatti, è quanto emerge dall’operazione condotta dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli. Le fiamme gialle hanno messo sotto chiave un valore complessivo di 10.550.971 euro in seguito a un decreto di sequestro preventivo d’urgenza.
“È scioccante scoprire che i crediti erano già stati ceduti a terzi. I cittadini non sapevano nulla”, racconta un residente di Casalnuovo, il cuore pulsante dell’inchiesta, che prende avvio dalle segnalazioni di circa cento residenti di due parchi. Questi, consultando i propri “cassetti fiscali”, si sono trovati dinanzi a crediti per lavori mai eseguiti.
Il paradosso salta subito all’occhio: mentre la documentazione attestava lavori di efficientamento energetico completati, in realtà i cantieri erano svuotati, con lavori fatti in modo approssimativo o, addirittura, incompleti. Una beffa per chi cercava semplicemente di migliorare la propria casa.
Un’inchiesta che scava nel profondo di un sistema complesso. Gli amministratori delle società coinvolte, affiancati da tecnici e consulenti compiacenti, avrebbero allestito una vera e propria “fabbrica dei crediti spazzatura”. Disegnando perizie false e asseverazioni mendaci, creavano crediti d’imposta per opere mai terminate. E, per renderli appetibili, li piazzavano a prezzi stracciati, monetizzando così rapidamente un illecito che si estendeva oltre i confini campani. Un network pericoloso che toccava Emilia-Romagna, Puglia, Piemonte e Toscana.
Il blitz delle Fiamme Gialle ha bloccato 3 milioni di euro nei cassetti fiscali, salvandoli dalla vendita a ignari acquirenti. Ma già nei primi interventi, il bilancio dei sequestri include oltre 30 immobili in provincia di Napoli e Taranto, 9 autovetture e quote societarie in 14 aziende. Ma non basta: circa 80mila euro in contanti sono stati rinvenuti, grazie al fiuto delle unità cinofile, in casa di due indagati partenopei.
Questa operazione non è solo una vittoria della legge, ma segna anche un punto atteso nel contrasto alle frodi sugli incentivi edilizi. Tuttavia, rimane forte l’interrogativo su quanti altri castelli di carta giacciano ancora nei meandri della burocrazia. E i cittadini? Riusciranno a riprendersi la fiducia perduta in un sistema che sembra spesso voltare le spalle a chi cerca onestà?
