Cronaca
Scampia in lutto: addio a padre Domenico Pizzuti, simbolo di speranza e lotta
Napoli si ferma a riflettere. All’età di 96 anni, il cuore pulsante di padre Domenico Pizzuti ha smesso di battere, lasciando un vuoto incolmabile nel quartiere di Scampia, dove la sua presenza era un faro di speranza. Gesuita, sociologo e insegnante alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Pizzuti ha interpretato il servizio alla comunità come una vera missione.
«La lotta contro le disuguaglianze deve essere incessante. Solo così possiamo costruire una società migliore», ripeteva spesso. Le sue parole risuonano ancora tra i vicoli e le piazze di una città che, tra luci e ombre, cerca sempre di rialzarsi. Era un uomo che credeva fermamente nell’importanza di un welfare universalistico, per rispondere ai bisogni più urgenti: «La giustizia non è solo un ideale, ma la vita stessa di chi crede», diceva.
Il suo operato trascendeva la religione. Pizzuti ha sempre cercato di rendere la Chiesa più inclusiva, ponendo l’accento sulla partecipazione delle donne nel clero e promuovendo un’idea di comunità aperta e accogliente. «Il Popolo di Dio è la vera forza della Chiesa», affermava con vigore. Una visione che ha trasformato le dinamiche sociali del suo quartiere, dove la speranza sembrava un miraggio.
Negli ultimi anni, la salute precaria lo ha costretto a lasciare Scampia per l’infermeria dei padri gesuiti, ma la sua eredità vive forte. I volti delle persone che ha ispirato e formato raccontano una storia di riscatti e opportunità. Ogni sorriso, ogni passo verso una vita migliore portano il suo marchio.
I funerali sono previsti per domani, 2 aprile, alle 11 nella chiesa di San Luigi Gonzaga in via Petrarca. Un momento di raccoglimento per tutti coloro che hanno incrociato il suo cammino. Ma Napoli si interroga: quanto pesa oggi l’eredità di padre Pizzuti in una città che continua a lottare contro le stesse sfide? E chi prenderà il suo testimone?
