Ponticelli in lutto: ucciso per errore, la città chiede giustizia per Fabio Ascione

Ponticelli in lutto: ucciso per errore, la città chiede giustizia per Fabio Ascione

Napoli – Un proiettile ha spezzato una vita non sua, mentre il quartiere di Ponticelli si stringe nel lutto. Fabio Ascione, solo 20 anni e un futuro davanti, è diventato l’ennesima vittima innocente di una guerra che non gli apparteneva. Un’esistenza semplice, divisa tra la famiglia e il lavoro in una sala bingo di Cercola, si è conclusa in un agguato cruente. “Era un ragazzo d’oro”, dicono amici e parenti, mentre il dolore si mescola alla rabbia e all’incredulità.

L’ennesima ferita per la comunità è arrivata con una decisione inaspettata: la Questura ha vietato i funerali pubblici e annullato la fiaccolata prevista per ieri sera. “Per proteggere l’ordine pubblico”, spiegano le autorità, ma la popolazione non ci sta. La paura è che il corteo di addio possa trasformarsi in un palcoscenico per nuovi raid. Ma chi può restare indifferente in un momento così tragico?

E così, in una fredda serata di ottobre, decine di persone si sono radunate, spontaneamente, all’esterno della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo. Amici, familiari e anche semplici cittadini, si stringono in una messa in memoria di Fabio. “Non meritava questa fine”, ripetono in lacrime, mentre le testimonianze si accumulano, tutte concordi nel ritrarre un giovane lontano dalle logiche sbagliate della strada.

Dietro questa tragedia, però, svetta un muro di gomma. Le indagini condotte dai Carabinieri, sotto l’egida della Direzione Distrettuale Antimafia, avanzano ma la collaborazione della gente è lontana. Fabio è caduto sotto i colpi di un commando, ma la confusione regna sovrana: era il bersaglio giusto o una vittima di un tragico errore? Gli investigatori sono certi che il vero obiettivo fosse un altro giovane, coinvolto in una rissa che ha innescato la spirale di violenza.

Eppure, chi ha visto quel che è successo resta in silenzio. Le informazioni scarseggiano, e mentre si cerca di ricostruire la dinamica, resta un interrogativo inquietante. Chi ha caricato il corpo di Fabio, abbandonandolo come un peso? Qui non si tratta solo di un omicidio, ma di un tessuto sociale lacerato dalla paura e dall’omertà. “Siamo stanchi di questa situazione”, affermano i cittadini, ma chi avrà il coraggio di rompere il silenzio?

Ponticelli, una comunità ferita, ma la domanda rimane: chi fermerà questo ciclo di violenza e dolore?

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