Cronaca
Omicidio Pio Salomone: la famiglia chiede giustizia, «Nessuno sconto per l’assassino!»
A Napoli, il clima diventa sempre più teso in vista del processo per l’omicidio di Marco Pio Salomone, il diciannovenne ucciso lo scorso novembre davanti a una sala giochi nell’Arenaccia. La comunità è in fermento, le famiglie si riuniscono, e la giustizia sembra un faro sempre più lontano.
“Giustizia per Pio Salomone”, recita lo striscione apparso ieri sulla recinzione del Tribunale per i minorenni dei Colli Aminei. Mentre il 18 giugno si avvicina, il dibattito si intensifica. La famiglia di Marco non tollera l’idea di sconti di pena per il quindicenne reo confesso. “Vogliamo giustizia, fine pena mai”, grida Martina Salomone, sorella della vittima. La sua voce risuona nel quartiere, toccando i cuori dei tanti che hanno conosciuto Marco. “Chiediamo al giudice il massimo della pena, questo assassino deve marcire in galera.”
Il giovane killer, attualmente in un Istituto Penale Minorile, ha una versione che sorprende e provoca rabbia: ha dichiarato di aver sparato non per uccidere, ma per spaventare. Una lite con Marco, alcune settimane prima, avrebbe scatenato questo gesto sconsiderato, secondo il suo racconto. La pistola, però, non è stata mai trovata, e il suo racconto non convince.
La Squadra Mobile di Napoli è al lavoro. “Le dichiarazioni dei tre ragazzi con Marco quella sera non quadrano”, afferma un investigatore, chiedendo di essere lasciato anonimo. Chi erano i compagni di Salomone? Qual è la loro verità? Con ogni nuovo elemento, la storia si complica e le domande aumentano. Incontri clandestini sotto i portici, sguardi furtivi nei vicoli bui, la narrazione di una vita spezzata continua a tessere una trama intricata e agghiacciante. Il processo si avvicina, ma la comunità resta appesa a un filo di speranza e impotenza.
La ricerca di giustizia è ora un coro collettivo, ma le risposte tardano ad arrivare. E chi paga per le conseguenze di questa violenza? La domanda rimane aperta, sospesa nell’aria di Napoli, pronta a esplodere nuovamente.
