Napoli, spari in piazza Carolina: chi trama nell’ombra per Renato Elia?

Napoli, spari in piazza Carolina: chi trama nell’ombra per Renato Elia?

Napoli – La luce del pomeriggio illuminava piazza Carolina quando la calma apparente è stata spezzata da tre colpi di pistola. È il primo aprile, ma la violenza che ha infiammato il cuore della città è tutt’altro che uno scherzo. Un sedicenne è stato ferito alle gambe in un agguato a pochi passi dalla Prefettura. E ora la tensione è palpabile.

Renato Elia, un nome che brulica tra le strade del Pallonetto di Santa Lucia, è stato arrestato dalla Squadra Mobile dopo una settimana di ricerche. “Volevamo stringere i tempi e proteggere la comunità”, racconta un agente con la stella sul distintivo. Il giovane ha sparato al sedicenne a seguito di una lite tra bande rivali. “Abbiamo esaminato tutte le immagini delle telecamere. Non ci siamo fermati”, aggiunge il dirigente Mario Grassia.

Il modus operandi di Elia non lascia spazio a fraintendimenti; armato e spavaldo, ha colpito con un fucile a canne mozze. “Non si è limitato a sparare, ha cercato di annientare”, dice un testimone che preferisce restare anonimo, ma il cui volto tradisce ansia e paura. “Era tutto vero, nessuna finzione.”

Il litigio, descritto da chi era presente, nasce da un insulto. “Cosa tieni da guardare?”, si sono scambiati, fino ad arrivare allo scontro apertamente armato. Elia, dopo essere tornato sullo scooter con un complice, non ha esitato: prima un colpo alla testa con la pistola, poi i tre spari che hanno echeggiato tra le vetrine di Chiaia.

Con Elia in manette, la polizia adesso dà la caccia al complice e a possibili fiancheggiatori. Area sotto osservazione da tempo, quella di piazza Carolina è conosciuta per le stese e gli scontri tra bande. Qui il confine tra il Pallonetto e i Quartieri Spagnoli è completamente segnato da vecchi rancori.

“Questi episodi non devono diventare normalità”, afferma il prefetto di Napoli, Michele di Bari, sottolineando che le forze dell’ordine intensificheranno i controlli. Ma le parole non bastano. “Io vivo qui, e la paura è sempre presente”, racconta un commerciante locale, con la voce rotta dall’emozione. “Ma quanta paura deve esserci prima che si faccia qualcosa di più?”.

Diverse sono state le operazioni nel recente passato, compresi raid di fuoco in piazza. Pochi mesi fa, un’altra nottata di terrore ha visto gruppi di ragazzi aperti al fuoco, eppure la situazione persiste. “C’è una guerra che non si ferma, una guerra tra ragazzini”, dice un anziano del quartiere, scuotendo la testa. “Le bande di oggi non sono più quelle di ieri; il contesto sociale è cambiato.”

Ma ora gli occhi sono puntati su Renato Elia. Chi si nasconde nel suo passato? E cosa accadrà nella lotta contro la criminalità che continua a seminare paura per le strade di Napoli? Poche risposte, molte domande. E la tensione resta alta, pronta a esplodere di nuovo.

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