Napoli, Agricola dichiara: “Reati in calo, ma il caos è dietro l’angolo”

Napoli, Agricola dichiara: “Reati in calo, ma il caos è dietro l’angolo”

Napoli – «Non è solo una questione di numeri. La realtà è molto più complessa». Il questore di Napoli, Maurizio Agricola, ha lanciato un monito forte e chiaro durante le celebrazioni per il 174esimo anniversario della Polizia di Stato in piazza del Plebiscito. Le sue parole risuonano come un campanello d’allerta in una città dove la criminalità si fa sentire nel quotidiano.

Le statistiche, ha sottolineato Agricola, non raccontano l’intera storia: «La città non è esente da problemi, ma stiamo creando un contesto di sicurezza». Nonostante gli sforzi, certi angoli di Napoli continuano a tremare. L’area est, ad esempio, si conferma un terreno minato. «Qui ci sono fibrillazioni continue», ha affermato il questore, riferendosi al quartiere Ponticelli, ormai segnato dalla recente uccisione di Fabio Ascione, un giovane estraneo alla criminalità.

L’eco di quel delitto si allarga nei vicoli, gli sguardi si incrociano, e la paura serpeggia. «La gente è stanca, lo sente il peso della violenza», ha detto un residente mentre passava vicino a una pattuglia, fissando il suolo con un’espressione di preoccupazione. Le strade sembrano raccontare storie di vita e morte che, troppo spesso, non vengono ascoltate.

Ma non è solo la criminalità a preoccupare il questore. La violenza minorile è un tema caldo, tornato alla ribalta dopo il fermo di un ragazzino accusato di sparare in piazza Carolina. «La devianza non è solo figlia della criminalità», ha spiegato Agricola, lasciando intendere che le radici del problema siano più profonde e diffuse. I giovani, sempre più coinvolti in atti di violenza, sono un sintomo di un malessere che attraversa la società napoletana.

«È un fenomeno trasversale», ha aggiunto il questore, aprendo un dibattito su questioni sociali, educative e familiari. Ma la piazza, oggi affollata di cittadini, è anche un luogo di riflessione. Cosa possiamo fare per cambiare questa traiettoria? Quale ruolo hanno le istituzioni, le scuole e le famiglie?

In questo crocevia di tensioni e speranze, Napoli si interroga con la sua voce vibrante. Rimane il dubbio: riusciremo a scrivere un capitolo diverso nella storia di questa città?

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