Cronaca
Investimento ai Quartieri Spagnoli: il fratello del fuggitivo parla e scatena polemiche
Non ci sta Ernesto Errico, titolare di un bar ai Quartieri Spagnoli, a far passare il fratello Gennaro come un criminale. Il fratello, in sella a uno scooter, ha investito una donna in via Lungo Gelso mentre cercava di sfuggire a una pattuglia della polizia municipale. “Mio fratello ha fatto 13 anni di carcere per concorso in omicidio, è vero, ma ora è innocente”, afferma Ernesto con un tono che mescola rabbia e difesa.
La situazione è tesa. Secondo Ernesto, Gennaro si sente perseguitato. “Sabato sera, dopo l’incidente, ha cenato nel mio bar in vico d’Afflitto 41, visibile dalle videocamere di sicurezza. Non è mai stato irreperibile, la polizia non lo ha mai cercato!” insiste. Questo episodio accende i riflettori su un quartiere già noto per le sue tensioni e conflitti.
“Abbiamo consegnato lo scooter alla polizia, è sotto sequestro. La donna investita non ha subito conseguenze e non ha presentato denuncia”, prosegue con un gesto deciso. Ma il cuore della questione rimane: perché il fratello si trova al centro di questo torbido episodio? La comunità, nel frattempo, vive con ansia e indignazione, chiedendosi come mai un ragazzo che cerca di ricostruire la propria vita debba affrontare simili accuse.
Intorno ai Quartieri Spagnoli, i residenti discutono animatamente di giustizia e scorrettezza. Ma chi veramente controlla il quartiere? La figura di Gennaro è simbolo di una lotta più profonda. “Ci vogliamo solo godere la vita e lavorare, chiediamo rispetto”, conclude Ernesto, ma la domanda è chiara: i fantasmi del passato possono mai davvero essere esorcizzati?
