Cronaca
Droghe e social: arrestato il cartello che terrorizzava Napoli con 2 milioni in affari
Napoli – Un’operazione sotto il sole afoso di settembre ha svelato un’inquietante verità: la città partenopea era diventata la base logistica di un imponente traffico di droga, capace di generare incassi di oltre due milioni di euro. Il comando della Guardia di Finanza di Caltanissetta ha messo in luce un “Amazon” della droga, un sistema innovativo e spietato che ha messo in allerta le forze dell’ordine.
“Non ci aspettavamo un giro simile proprio qui, a Napoli”, ha dichiarato un ufficiale coinvolto nell’operazione. Un fattore di sorpresa che ha scosso anche i cittadini, i quali vedono riemergere un fenomeno che sembrava sotto controllo.
L’inchiesta ha preso avvio da un arresto in Sicilia nel settembre 2025, dove è stato sequestrato un carico di stupefacenti. Seguendo le tracce di quel sequestro, gli investigatori hanno rintracciato un laboratorio clandestino nel cuore di Napoli, dove i due indagati gestivano un’attività frenetica: confezionamento e smistamento di sostanze illecite pronte a raggiungere i consumatori sparsi in tutto il paese.
La logistica dell’organizzazione era all’avanguardia. Con l’ausilio dei social media, diffondevano il loro catalogo da incubo: cocaina, hashish e marijuana a portata di clic. “Le consegne avvenivano tramite corrieri, un metodo che ha reso difficile la loro cattura”, spiega un investigatore. La loro rete era già attiva da tempo e ha trovato terreno fertile nel caos urbano di Napoli.
Durante l’irruzione, le Fiamme Gialle hanno sequestrato dieci chili di droga, un valore che al dettaglio supera i 100.000 euro, e hanno scoperto macchinari utilizzati per il confezionamento dei pacchi. Ma ciò che ha catturato maggiormente l’attenzione degli agenti è stata una pistola a salve, priva del tappo rosso, rinvenuta tra le attrezzature.
L’indagine ha svelato ulteriori dettagli agghiaccianti: oltre 4.000 spedizioni in appena due anni, un’affluenza di circa 500 clienti già identificati. “Siamo solo all’inizio di un lavoro lungo e complesso”, ha affermato un altro ufficiale, pronto ad approfondire le indagini per decifrare le identità dei destinatari in tutta Italia.
I responsabili, a un passo dall’essere condannati, ora si trovano dietro le sbarre. Ma ciò che inquieta i napoletani è l’eco di questa vicenda che potrebbe non finire qui. La domanda che sorge è: quanti altri “Amazon della droga” si nascondono tra le vie di Napoli, pronte a rispondere al richiamo di un mercato insaziabile?
