Cronaca
Chantal, la misteriosa prestanome spagnola del clan dei Casalesi a Napoli
Filippo Capaldo, nipote del boss Michele Zagaria, ha abbandonato l’idea di un esilio tranquillo a Tenerife. Il giovane è là per un’operazione ben diversa: un sofisticato intrigo di ingegneria finanziaria illecita che attraversa tre continenti. Al centro della trama c’è un appartamento di lusso a Dubai, nel complesso Aykon City 2, Torre C, il cuore pulsante di un sistema disinvolto e pericoloso.
Il meccanismo, rivelato dai ROS di Napoli, è allarmante e dettagliato nelle oltre 600 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal giudice Fabio Provvisier. Quest’azione ha portato in manette 19 affiliati al clan e ha visto l’applicazione di domiciliari per altri quattro, mentre ben 21 tra faccendieri e prestanome restano sotto indagine.
“Abbiamo segnalato numerosi movimenti sospetti; dietro a questi affari si cela un tentativo evidente di riciclare denaro sporco”, ha dichiarato un ufficiale delle forze dell’ordine, riassumendo la preoccupazione degli inquirenti. I dettagli sono inquietanti: una finta vendita giustifica il rientro di capitali sporchi in Europa. Vincenzo Pellegrino e il cognato Armando Orlando, entrambi legati a un clan rivale, si scofanano soldi sottobanco per creare una facciata convincente.
Pellegrino versa 200.000 euro a Orlando, spacciandoli come “caparra” per l’acquisto della dimora di Capaldo a Dubai. Ma l’affare non ha mai inizio, e i soldi sono già nel circuito legale. Si muovono in un intrigo di contratti falsi, mentre si parla di giustificare invii di denaro per ristrutturare un bar, l’“Enza Oro Cafe”.
“Non possiamo permetterci di farci scoprire”, avverte Pellegrino. “Dobbiamo tenere tutto allineato e coperto”. Orlando ribatte che “se non arrivano i soldi, glieli faccio mandare io dove vuoi tu”. La conversazione si fa sempre più intima e preoccupante, con una rivelazione che stravolge il tessuto criminoso: la donna chiave, Chantal, una figura astuta e pericolosa, ha in mano il 70% del business di Capaldo.
Questa donna, descritta come “una megalomane che si è mangiata tutto”, potrebbe essere l’anello debole del sistema. I due uomini, parlando di Chantal, la conoscono bene: “È un pericolo per tutti noi”, ammettono, riconoscendo la sua capacità di muoversi nell’ombra senza attirare sospetti.
Il magistrato è convinto che l’affidare le quote a figure femminili come Chantal o alla moglie di Capaldo sia una strategia per rendere tutto più opaco. Ma la vera domanda resta: quanto si può controllare una rete così complessa prima che essa stessa imploda? È una sfida che permea Napoli, una città dove ogni brillio di lusso nasconde un abisso di illegalità, e le prossime mosse di Capaldo potrebbero essere decisive. Gli occhi sono puntati, l’urgenza palpabile: chi sarà il prossimo a cadere in questo intrigo?
