Castellammare – Non bastavano le ombre della camorra a offuscare le notti della movida stabiese. Ora ci si mettono anche le bottiglie rotte e le sedie trasformate in armi. Da un giorno all’altro, il relax di una serata può diventare un incubo.
Il Questore di Napoli ha disposto la sospensione per 15 giorni della licenza di somministrare alimenti e bevande per un rinomato lounge bar situato nel centrale corso Vittorio Emanuele, cuore pulsante della vita notturna di Castellammare. Questo provvedimento, adottato in caso di grave pericolo per l’ordine pubblico, è stato eseguito martedì scorso, dopo i disordini della notte del 28 marzo. Una lite, apparentemente banale, è degenerata in una violenta rissa collettiva.
«Il clima di tensione è esploso all’improvviso», ha dichiarato un testimone. Alcuni avventori, forse sopraffatti dall’alcol o da rancori latenti, hanno iniziato a lanciare sedie e bottiglie, scatenando il panico tra i clienti. Molti, in preda al terrore, hanno cercato rifugio all’esterno, spingendo le forze dell’ordine a intervenire in massa per riportare la calma.
Ma il problema non è solo la violenza. Chi partecipa a simili eventi porta con sé un disagio profondo che colpisce il tessuto sociale. Secondo fonti della questura, tra i partecipanti alla rissa figurano giovani ritenuti vicini a gruppi poco raccomandabili. Una presenza allarmante che complica ulteriormente la situazione e alza il livello di attenzione da parte delle autorità.
La sospensione del locale, quindi, è solo un primo passo. Si tratta di una misura necessaria per fermare un clima di intimidazione che rischiava di diventare la norma nel cuore della città. Le indagini della Polizia di Stato continuano, mirate a identificare tutti i responsabili della rissa e a chiarire eventuali responsabilità penali. Ma mentre il locale rimane chiuso, la domanda resta aperta: quanto tempo ci vorrà perché la movida torni a essere solo rumore, e non una questione di sicurezza?