Cronaca
Caso Domenico, la madre esclusa dal dolore: «Solo verità, non vendetta»
Napoli – “La ricerca della verità non è vendetta, non è rabbia, non è distruzione. La ricerca della verità è giustizia, è rispetto e dignità.” Queste parole, cariche di un dolore incommensurabile, risuonano nel cuore di chiunque abbia assistito alla testimonianza di Patrizia Mercolino, la madre del piccolo Domenico, tragicamente scomparso all’ospedale Monaldi.
Durante una seduta monotematica del Consiglio regionale della Campania, il consigliere Carlo Ceparano (Avs) ha dato voce a quella richiesta di giustizia che ogni genitore, in circostanze simili, vorrebbe fare sua. “La sua storia deve essere ascoltata e rispettata,” ha affermato Ceparano, mentre in aula si percepiva un silenzio carico di emozione.
La madre di Domenico ha scelto di esprimere la sua gratitudine a chi sta cercando di fare luce sul mistero della scomparsa del suo bambino. In un contesto così straziante, la sua riconoscenza verso le istituzioni rappresenta un segnale di speranza per chi, come lei, si sente abbandonato nel bel mezzo di un incubo. “Non ci hanno voltato le spalle,” ha dichiarato Patrizia con voce ferma, mentre chiedeva di non dimenticare mai l’importanza della presenza istituzionale in momenti così difficili.
Un aspetto che Patrizia ci tiene a sottolineare è che il suo messaggio non deve essere interpretato come una crociata contro il Monaldi. “Ho scelto quell’ospedale per mio figlio,” ha affermato, evidenziando il suo attaccamento a una struttura che, fino a quel momento, considerava un faro di speranza. La ricerca della verità, spiega, non deve distruggere, ma piuttosto ricostruire e comprendere perché sia accaduto tutto questo.
L’obiettivo è chiaro. Patrizia desidera che il Monaldi torni a essere un punto di riferimento d’eccellenza. Ma la sua lotta va oltre la salvaguardia di un’istituzione. È una battaglia per il futuro. “Voglio che la mia tragedia serva a qualcosa,” ha affermato con determinazione. La sua voce è un grido per evitare che altri genitori debbano passare attraverso lo stesso strazio.
E mentre le sue parole si dissolvono nell’aria, restano domande in sospeso. Quali misure verranno adottate per garantire che episodi come questo non si ripetano? Come può la comunità partenopea unirsi per supportare chi ha subito simili perdite? La ricerca della verità è solo l’inizio di una lunga e difficile strada da percorrere.
