Cronaca
Caso Caliendo, legali in guerra: diffamazione social e silenzio assordante dell’Ordine
La tensione a Napoli resta alta per la tragica scomparsa di Domenico Caliendo, un bambino disperso dopo un trapianto di cuore. La vicenda, che ha scosso profondamente i napoletani, si arricchisce di nuovi sviluppi, questa volta sul campo delle polemiche legali e sociali.
«Siamo stanchi di subire, vogliamo solo giustizia per Domenico», grida la madre del piccolo, mentre le immagini di lei in lacrime rimbalzano sui social. La storia di Domenico ha toccato i cuori di molti, ma ora la rabbia si sposta anche nelle aule virtuali. L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, ha lanciato un appello accorato, scrivendo una nota formale al Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, Carmine Foreste. Accusa un brutto clima di pressioni e diffamazioni che caratterizza il suo lavoro quotidiano.
Al centro del tumulto ci sono le accuse mosse dall’avvocato Sergio Pisani. Petruzzi sostiene che Pisani lo stia attaccando per il suo operato, accusandolo di minare il diritto di difesa. Ma l’avvocato della famiglia Caliendo non ci sta: «Non può essere che chi difende gli indagati colga l’occasione per sferrare attacchi personali. Sto solo cercando di proteggere i genitori di Domenico», afferma indignato. La sua determinazione, però, sembra aumentare la tensione in un contesto già instabile.
«Le affermazioni di Pisani su Facebook hanno riaperto una ferita profonda, trasformando la discussione in una caccia alle streghe», sottolinea Petruzzi, evidenziando come i social network stiano diventando un terreno minato. Un campo di battaglia dove si intrecciano proteste legittime e insulti, che rischiano di tramutare la giustizia in un circo mediatico.
Di fronte a questo scenario, Petruzzi ha chiesto a Foreste un intervento urgente. Non solo per tutelare la propria professionalità, ma anche per proteggere il diritto di difesa in un clima di continua diffamazione. La strategia mediatica degli indagati, secondo lui, ha sollevato questioni etiche che non possono più essere ignorate.
La comunità di Napoli, già scossa dalla scomparsa del piccolo Domenico, si trova ora a far fronte a una nuova battaglia, che si svolge nei commenti e nei post online. Quanto può tollerare una famiglia già colpita dal dolore? È questo il punto interrogativo che aleggia tra i cittadini. La lotta per la verità e la giustizia continua, mentre sotto la superficie, le acque si agitano sempre più. Che direzione prenderà questa disputa all’interno del panorama già complesso di Napoli?
