Si mobilitano in massa, quasi a formare un coro di voci disperate, i genitori di bambini cardiopatici in cura al Monaldi di Napoli. Quattrocento firme su una lettera aperta a Roberto Fico, ma il numero è destinato a crescere. “Ci sentiamo abbandonati”, sbottano, e il loro grido di dolore risuona tra i vicoli di una città che già di per sé vive con un dolore collettivo.
“Siamo stanchi di ansie e incertezze”, continuano, descrivendo una realtà in cui i loro bambini, lasciati alle cure di un ospedale pediatrico cardiologico un tempo tra i migliori in Italia, ora si trovano a fronteggiare un “progressivo smantellamento”. I genitori lamentano percorsi terapeutici interrotti, medici di riferimento instabili e un’informazione che appare sempre più frammentaria. “Vogliamo certezze”, insistono.
La situazione è grave. “Le dichiarazioni del presidente sulla continuità assistenziale sono distanti dalla nostra realtà”, attaccano. Sotto accusa la gestione del personale: medici in arrivo da Roma, ma assenti nei weekend, creano “vuoti assistenziali incompatibili con la gestione di patologie così gravi”. Questo vuoto, avvertono i genitori, mette in seria discussione la vita dei loro piccoli.
Gli avvocati Sergio Pisani e Pellegrini Comitale, al fianco delle famiglie, promettono battaglia legale. “Chiediamo atti immediati e verificabili”, dicono con determinazione. La tensione è palpabile e la palla ora passa a Roberto Fico. Riuscirà a raccogliere questa sfida? I genitori, con il cuore in gola, attendono risposte. Le loro speranze, così come le loro paure, sono tutte in gioco. La città è con loro, ma cosa accadrà adesso nel cuore pulsante di Napoli?