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Cronaca Giudiziaria

“Allarme a Napoli Nord: il procuratore esorta gli imprenditori a denunciare”

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“Allarme a Napoli Nord: il procuratore esorta gli imprenditori a denunciare”

«Agli imprenditori concussi che non hanno ancora denunciato dico che è arrivato il momento di farlo». È l’appello forte e chiaro del procuratore di Napoli Nord, Domenico Airoma. Durante una conferenza stampa negli uffici giudiziari di Aversa, ha rivelato i dettagli di un’inchiesta inquietante che ha portato all’arresto di un ispettore della Polizia di Stato del Gruppo Interforze Antimafia (Gia) in servizio presso la Prefettura di Caserta.

Con il poliziotto è finito in carcere anche un commercialista. Le accuse sono gravi: i due avrebbero intascato tangenti da imprenditori in cambio della loro iscrizione o permanenza nella White List, l’elenco delle aziende verificate e considerate sicure da infiltrazioni mafiose. Un sistema corrotto che mina la fiducia in chi dovrebbe proteggere la legalità.

«Noi abbiamo fatto il nostro», ha aggiunto Airoma, sottolineando la professionalità della Questura di Caserta e della Squadra Mobile nel portare alla luce questo marcio. «Mi aspetto ora che anche gli imprenditori trovino il coraggio di parlare». Il messaggio è chiaro: la battaglia contro la corruzione passa anche dalla volontà di denunciare.

Accanto a lui, il procuratore aggiunto Maria Di Mauro, che ha coordinato le indagini, ha insistito sulla necessità di un approccio rigoroso. «Gli imprenditori che decideranno di denunciare troveranno da questa parte rigore e severità», ha detto. «Per chi infanga la divisa non ci saranno sconti». Un monito che fa eco alla frustrazione di chi, come Airoma, vive questa vicenda anche in modo personale: «Sono figlio di un poliziotto e questa indagine mi provoca sofferenza».

Il questore di Caserta, Andrea Grassi, ha espresso sentimenti simili, definendo l’accaduto «doloroso», ma anche una prova della capacità della Polizia di reagire con rigore e lealtà. In una città come Napoli, dove la criminalità organizzata è una piaga costante, la fiducia delle istituzioni è fondamentale. Grassi ha annunciato che firmerà il decreto di sospensione per l’ispettore arrestato nelle prossime ore.

L’inchiesta è scattata circa un mese fa, dopo le denunce di due imprenditori. Questa nuova ombra sulla gestione della White List fa temere che possa esserci molto di più sotto la superficie. Gli investigatori, infatti, puntano a allargare il raggio delle verifiche per svelare altri episodi di corruzione. Ma il tempo stringe e il cuore della questione resta aperto: quanti altri imprenditori sono disposti a rompere il silenzio?

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