Napoli – Una passeggiata serale è diventata un incubo. È il dramma che ha travolto la città, con la morte di Italo Ferraro, un rispettato scrittore e studioso dell’architettura napoletana, investito da uno scooter lungo il Corso Vittorio Emanuele. L’incidente è avvenuto intorno alle 20:00, lasciando la comunità in shock.
Ferraro è stato colpito con violenza. Trasportato d’urgenza all’ospedale Pellegrini, è deceduto poche ore dopo. La scena è stata sconvolgente: testimoni affermano che «l’impatto è stato tremendo» e subito si è radunata una folla di passanti, pronti a prestare soccorso. Ma è esplosa anche la frustrazione: l’assenza delle forze dell’ordine e l’attesa per i soccorsi hanno acceso gli animi. «È inaccettabile che in pieno centro non ci siano misure per garantire la sicurezza», hanno commentato alcuni residenti.
La conducente dello scooter è stata portata all’ospedale CTO per accertamenti. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale di Scampia, che hanno avviato le indagini per chiarire la dinamica dell’incidente. Il motociclo è stato sequestrato e la patente ritirata, mentre si fanno verifiche su un possibile stato di alterazione della giovane al momento dell’investimento.
Questa tragedia accende nuovamente i riflettori sulla sicurezza stradale a Napoli, già colpita da una serie di incidenti mortali. È un’emergenza che inquieta, un problema che sta diventando insostenibile. In particolare, il deputato Francesco Emilio Borrelli si è espresso con forza: «Napoli è sempre più pericolosa per pedoni e cittadini. I soccorsi non possono arrivare con ritardi così gravi».
Borrelli non ha risparmiato critiche all’intero sistema di gestione delle emergenze. Afferma che questa è una “strage silenziosa”, frutto di scarsa illuminazione, eccesso di velocità e mancanza di controlli. «È essenziale una revisione totale della sicurezza stradale», ha sottolineato, chiedendo interventi immediati da parte delle istituzioni. «Le famiglie hanno diritto di sentirsi al sicuro, prima che si debbano contare altre vittime».
La morte di Italo Ferraro non è solo un caso isolato. Rappresenta una chiamata all’azione per Napoli, una città che deve interrogarsi sulla propria sicurezza e sulle condizioni in cui i suoi cittadini vivono quotidianamente. È giunto il momento di fare una scelta: si può continuare a ignorare questa emergenza o iniziare a chiedere responsabilità e cambiamenti concreti?