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Cronaca

Smantellato il clan Zagaria: 23 arresti in Calabria scuotono Napoli!

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Smantellato il clan Zagaria: 23 arresti in Calabria scuotono Napoli!

Napoli – Non è solo una questione di criminalità, è una lotta continua tra potere e sopravvivenza. All’alba di oggi, a Caserta, i Carabinieri hanno sgominato una rete pericolosa: la nuova “cupola” della fazione Zagaria del clan dei Casalesi. I numeri parlano chiaro: 23 arresti, di cui 19 in carcere, per accuse che vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione. Una vera e propria doccia fredda per un territorio già provato.

“Non ci stupisce, il clan è sempre stato un cancro per la nostra comunità,” commenta severo un commerciante del centro di Caserta, visibilmente scosso. Le indagini, partite nel 2019, hanno rivelato come il clan fosse tutt’altro che decapitato, nonostante la detenzione dello storico boss Michele Zagaria. I veri burattinai sarebbero i suoi due fratelli, liberi di muoversi tra Napoli e provincia, e un nipote rifugiato in Spagna, che gestiva gli affari internazionali della cosca.

Ma il vero allarme arriva dalla collaborazione con la ‘ndrangheta calabrese. La potente cosca Bellocco di Rosarno ha intrecciato alleanze con i Casalesi, creando un “progetto criminale ambizioso”, definito così dal Procuratore Nicola Gratteri. Si mira a rendere il casertano un hub per la cocaina, scalzando la concorrenza con prezzi competitivi e una qualità incontestabile. Gli occhi sono puntati anche su Caivano, luogo di tensione e scambi, dove la pressione giudiziaria non sembra bastare a fermare il traffico.

E non è tutto. La fazione Zagaria ha continuato a estorcere denaro sull’economia locale, imponendo pizzi che variano tra i 15.000 e i 125.000 euro nelle compravendite di terreni. Questi proventi finirono in una “cassa comune” che non solo sosteneva gli affiliati, ma alimentava anche attività di usura e infiltrazioni in settori legali come il noleggio auto e la raccolta rifiuti.

L’operazione ha avuto eco oltre gli arresti: i Carabinieri hanno sequestrato complessi aziendali per un valore di circa 40 milioni di euro. Tra questi, la Isvec di Ivano Balastriere, già sotto indagine. Pistole, un fucile a canne mozze, una mitraglietta Skorpion e oltre 11 chili di stupefacenti sono stati rinvenuti, segno di un’arsenale pronto all’uso e di un malessere che non accenna a dissolversi.

La tensione rimane palpabile nell’aria. Cosa accadrà ora? Riuscirà la magistratura a sconfiggere questa ragnatela di crimine, o Napoli resterà prigioniera di questi intrecci pericolosi? I cittadini continuano a guardarsi attorno, preoccupati e speranzosi.

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