Scontro a Napoli: rider in piazza, allerta per il futuro di Glovo

Scontro a Napoli: rider in piazza, allerta per il futuro di Glovo

Napoli – Una piazza in subbuglio, il futuro di centinaia di lavoratori appeso a un filo. Venerdì, il cuore pulsante della città ha ospitato una manifestazione di rider che ha trasformato piazza Dante in un centro di tensione palpabile. I lavoratori del food delivery, un esercito di oltre mille persone, hanno sfilato fino a piazza del Plebiscito, sotto lo sguardo attento delle forze dell’ordine.

“Non vogliamo il contratto!”, hanno urlato all’unisono. Slogan come “Giù le mani da Glovo!” e “Libertà per noi rider!” risuonavano come un grido di battaglia. In prima fila, il segretario generale Ugl, Paolo Capone, rivendicava con passione: «Non possiamo trasformare i rider in dipendenti contro la loro volontà. La legge deve rispettare la loro scelta».

Ma la situazione si è incandescata. La Cgil di Napoli e Campania ha subito replicato, denunciando “cori ostili e petardi esplosi” nei pressi della Camera del lavoro; un attacco frontale all’iniziativa Ugl. “Questa non è una manifestazione. È un assalto squadrista”, ha dichiarato un esponente della Cgil, lasciando intravedere l’ira e la preoccupazione per le modalità della protesta.

Il sindacato di sinistra critica apertamente il contratto siglato dalla Ugl con Glovo e Deliveroo, definendolo “pirata”. Nel frattempo, a Napoli, il clima tra i rider è teso. Una giovane donna, con il casco in mano e gli occhi fiammeggianti, ha commentato: “Siamo qui perché non vogliamo essere sfruttati. Stiamo lottando per qualcosa di più grande!”.

L’aria è carica di insoddisfazione. Dalla parte opposta, i sostenitori della Ugl avvertono: “Ci stanno accusando senza motivo. Vogliamo semplicemente lavorare”. Le due fazioni, ognuna con la propria visione, si fronteggiano, ma con quale risultato? La strada verso un accordo sembra lontana.

Mentre le sirene della polizia echeggiano e i cittadini osservano da lontano, la domanda resta: chi ha ragione in questa battaglia? I diritti di chi devono prevalere nel tumultuoso mondo del lavoro moderno? La discussione è aperta e i napoletani, come sempre, si trovano in mezzo.

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