“Scampia, un’altra botta. Ieri notte, un arresto per spaccio ha riportato in primo piano le strade di questo quartiere, dove l’eco del crimine risuona ancora troppo forte. ‘Siamo stanchi di vivere così’, ha detto un residente, mentre osservava la scena da dietro una balconata infiorita. Le forze dell’ordine sono intervenute, ma la situazione va ben oltre il semplice contrasto alla droga; la lotta contro la mafia è una battaglia quotidiana, eppure le cicatrici della storia rimangono aperte.
Qui, tra palazzoni grigi e vicoli stretti, la vita è un continuo tira e molla. I ragazzi crescono con sogni di riscatto, ma il richiamo della strada è un canto ipnotico. ‘Ogni spacciatore arrestato è un giovane che non ha trovato un’alternativa’, riflette un educatore del quartiere. C’è bisogno di più di una retata. Scampia ha bisogno di investimenti, di opportunità e di spazi in cui i giovani possano riappropriarsi del loro futuro.
La società civile è mobilitata, ma potrebbe fare di più. Gli incontri nei circoli, le assemblee, le esperienze di chi è tornato indietro dalla strada sono tentativi che devono crescere, non possono essere episodici. ‘Cosa possiamo fare per cambiare la situazione?’, si chiedono in tanti. Non basta lamentarsi, per questo il dibattito deve coinvolgere tutti, dalla più piccola realtà locale alle istituzioni.
Ma il futuro è incerto. Riusciremo a costruire un presente in cui la rinascita di Scampia non sia solo una speranza distante, ma una certezza? L’aria è carica di aspettativa, ma le risposte restano elusive. Saranno i cittadini a decidere se questo è il momento di agire, di rovesciare il copione e scrivere una nuova storia per Scampia.”