Sant’Agnello, imprenditore in processo per aver occupato il sagrato della chiesa con 5 camion

Sant’Agnello, imprenditore in processo per aver occupato il sagrato della chiesa con 5 camion

La scena è surreale. Sant’Agnello, un angolo di Napoli, si trova al centro di un’incredibile controversia che ha dell’assurdo. Salvatore Langellotto, un nome già noto alle cronache, è stato citato a giudizio per invasioni di terreni ed edifici. Ma non è tutto: l’uomo è già in carcere per un’altra condanna e si prepara a scontarne un’altra a causa di alcuni comportamenti decisamente discutibili.

“Non abbiamo mai visto nulla di simile”, racconta un residente, visibilmente stupito dagli eventi recenti. Il 30 dicembre scorso, Langellotto ha deciso di parcheggiare cinque camion, di proprietà della sua società “Napoli Uno”, sul sagrato della chiesa dei Santi Prisco e Agnello, senza alcuna autorizzazione. Un’azione che ha bloccato il traffico in tutta la zona, creando disagi e tensioni tra i passanti. La cosa più bizzarra? I camion sono stati benedetti dal parroco, un evento immortalato in un video che Langellotto ha condiviso sui social.

La prima udienza del processo si svolgerà il 15 settembre 2026, ma già si sentono le ripercussioni nella comunità. Le polemiche non si fermano qui. Langellotto è coinvolto in un altro processo per aggressione e stalking contro Claudio d’Esposito, attivista del WWF. “L’aggressione è stata brutale”, racconta un testimone. L’incidente risale a marzo 2023, quando d’Esposito ha subito gravi lesioni a causa di presunti contrasti legati alle sue denunce ambientali. Le azioni di Langellotto, sempre secondo la Procura, sono state motivate dalla difesa dei suoi interessi imprenditoriali nel settore edilizio.

Ma non finisce qui. Langellotto è accusato anche di stalking nei confronti del giornalista Vincenzo Iurillo, redattore del Fatto Quotidiano. Le minacce e le molestie subite da Iurillo, secondo i legali, hanno causato un grave stato d’ansia che ha stravolto la sua vita professionale e personale. Gli articoli che il giornalista ha scritto, in particolare riguardo alle aggressioni a d’Esposito e ai camion benedetti, hanno scatenato la reazione dell’imputato.

Il pubblico ministero ha chiesto per Langellotto cinque anni di reclusione complessivi. La prossima udienza è fissata per il 24 marzo 2026, e il clima è teso. La comunità è divisa, le opinioni variano, e la domanda resta: sarà questo solo l’inizio di un lungo e acceso dibattito su giustizia e illegalità a Napoli?

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