Cronaca
Sanità in Campania: fine del piano di rientro dopo 19 anni, ma è davvero finita l’emergenza?
Dopo quasi vent’anni di limbo, la Campania finalmente esce dal piano di rientro dal debito sanitario. È una notizia che scuote le fondamenta del sistema, un colpo di scena che tanti attendevano con ansia. «Un traguardo importante per i cittadini», avverte Roberto Fico, attuale presidente della Regione. Ma sarà davvero così?
L’annuncio è arrivato dal Ministero della Salute, che ha certficato il raggiungimento degli obiettivi finanziari in una regione che ha visto sanità e politica intrecciarsi in uno scontro continuo. Il miglioramento dei programmi di screening e il potenziamento dei posti letto nelle Rsa sono solo alcuni dei fattori che hanno reso possibile questa svolta. Eppure, nel cuore pulsante di Napoli, l’entusiasmo è mitigato dalle ombre di una sanità ancora fragile.
Vincenzo De Luca, l’ex governatore, non si è fatto attendere. «Questa decisione è arrivata con ritardo», accusa, rivendicando i risultati ottenuti durante il suo mandato. La sua voce si leva tra i vicoli, dove la gente conosce bene le difficoltà quotidiane dei servizi sanitari. Per De Luca, il bilancio era già in attivo da oltre dieci anni, un merito non da poco in un panorama che spesso sembra grigio. La sua certezza è chiara: «Il ministero ha solo fatto i conti con una pronuncia del Tar».
Tuttavia, anche lui non ignora un problema annoso: la carenza di personale. Medici e infermieri sono un miraggio nella Milano del Sud, le corsie degli ospedali spesso sovraffollate. «Speriamo che ora possano arrivare assunzioni concrete», dichiara un’infermiera ai nostri microfoni, in un’atmosfera di scetticismo.
La vera sfida, quindi, è l’autonomia che la Regione potrà finalmente esercitare. Gli interventi sugli organici, prima vincolati, potrebbero cambiare la faccia della sanità campana. Ma sarà sufficiente per risollevare un sistema che ha mostrato tutte le sue fragilità?
La tensione tra politica e cittadinanza è palpabile. I napoletani chiedono certezze e qualità nei servizi. «Mi auguro che finalmente si muova qualcosa», afferma un anziano del rione Sanità, che porta sulla pelle le cicatrici di un sistema che ha deluso. La fine del commissariamento è vista da molti come una liberazione, ma c’è chi teme che sia solo un’altra illusione.
Dunque, la Campania segna una nuova data nel suo calendario: l’uscita dal piano di rientro è una pagina che si volta, ma le domande rimangono. Riuscirà davvero a costruire un futuro migliore per la sua sanità? I cittadini osservano, e il dibattito è aperto.
