Una rivolta che si trasforma in un’assoluzione collettiva. È quanto è accaduto oggi a Santa Maria Capua Vetere, dove il processo riguardante gli eventi del 2022 si è concluso con la liberazione di tutti i 24 imputati. Il giudice monocratico Giorgio Pacelli ha dichiarato l’assoluzione, sottolineando come l’assenza di video che documentassero le presunte violenze abbia influito drasticamente sulla decisione finale.
“Non ci sono stati prove tangibili delle accuse. Senza video, non c’è processo”, ha dichiarato un rappresentante delle forze dell’ordine presente in aula, mentre i familiari dei detenuti assistevano increduli al verdetto. La Procura, secondo cui i detenuti avrebbero orchestrato una vera e propria guerriglia nel reparto “Tevere”, si è vista spuntare le argomentazioni con cui sperava di dimostrare la colpevolezza.
La recita accusatoria parlava di assalti, di oggetti contundenti piovuti contro il personale, di devastazioni all’interno della struttura. Bottiglie d’acqua congelata lanciate con forza, trasformate in armi improvvisate, avrebbero colpito gli agenti e danneggiato veicoli all’esterno del carcere. “Quella notte ci siamo sentiti in balia della situazione, gli agenti hanno temuto per la loro incolumità”, ha raccontato un testimone, ancora scosso da quell’episodio di violenza.
La tensione palpabile rendeva quella serata unica e drammatica. Le proteste non avevano accennato a fermarsi, e le ricostruzioni parlavano di serrature compromesse e celle inagibili. Ma la mancanza di prove fotografiche e video si è rivelata fatale per l’accusa, rendendo impossibile dimostrare quanto accaduto.
Tra gli assolti figura anche Ernesto Di Maio, assistito dall’avvocato Massimo Autieri. Questo verdetto segna un passaggio delicato nel rapporto tra giustizia e sicurezza, un tema che attraversa Napoli e le sue prigioni in un momento in cui la tensione sociale è palpabile.
Il senso di impotenza è forte, e ci si chiede ora: quali saranno le ripercussioni per chi vive all’interno e all’esterno di quel muro? E come affronterà la giustizia una questione così delicata senza prove materiali? Le domande rimangono, e i cittadini di Napoli attendono risposte.